I mie dieci dolci scilingui

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Scilingua è una parola smarrita e ritrovata, un aggettivo che indica una cosa che fa venire l’acquolina in bocca. Fa scilinguo al maschile. Qualche giorno fa ho elencato i miei dieci cibi scilingui, quelli che “non posso resistere” quando li ho davanti.

Mi è stato chiesto perché nell’elenco non ci fossero i dolci. La risposta è semplice: in questo momento, se devo scegliere preferisco il salato.

In ogni caso, ho anch’io i miei dolci scilingui, e dunque adesso li elenco, così la curiosità è esaudita.

Elenco dei miei dieci dolci scilingui

  1. la zuppa inglese e quando entro in qualche trattoria padana, tra Reggio Emilia, Modena, Mantova, Ferrara, e ci trovo il carrello dei dolci e sul carrello troneggia la zuppa inglese, rossa di alkermes e col cioccolato rigorosamente (per me) fondente, be’, quasi non vedo l’ora che finisca il pranzo per sbafarmela;
  2. la torta di mele, fatta con le mele asprigne (la preferenza va alle renette), la trovo proprio irresistibile, e dopo una, due, tre fette, cerco una buona tazzina di caffè o un goccio di whisky o di rum;
  3. la sbrisolona, orgoglio mantovano, con l’amarognolo delle mandorle che fa da contrappunto allo zucchero e la sassosa irregolare secchezza, la sbocconcello, chiacchierando, a fine pasto, ed è infatti torta da compagnia, da conversazione;
  4. il mandorlato, e io che son veronese scelgo quello, compattissimo, di Cologna Veneta, albume e zucchero e miele e mandorle (che cosa sono le feste di Natale senza il mandorlato?);
  5. le mandorle caramellate, o pralinate che dir si voglia, che per me sono il dolce delle sagre patronali, delle fiere paesane, e se sono ancora calde, appena fatte, nessuno e nulla mi possono trattenere (si è capito, vero, che mi piacciono le mandorle, presenti in tre dolci scilingui su dieci);
  6. la millefoglie non può mancare nel repertorio delle golosità scilingue, con la crema morbidissima (e per favore, niente scagliette di cioccolato);
  7. il tiramisù, che sarà inflazionato quanto volete, ma quand’è ben fatto ha sempre il suo perché;
  8. la granita di gelsi, invece, è la mia ghiottoneria siciliana preferita, e batte perfino la cassata;
  9. il salame di cioccolato, che è un dolce semplicissimo, da festa di compleanno, e che trovo talvolta in trattoria dalle mie parti veronesi (ma niente panna o creme in accompagnamento, perché “rompono” la perfetta sintesi di amaro cioccolatoso e di granulosità dello zucchero e dei biscotti), e comunque è facile farselo in casa, e a me piace parecchio a condizione che si usi il cioccolato buono;
  10. un croissant, un normale, semplice, ma burroso croissant, addentato con calma la mattina, in un bistrot francese, vicino alla chiesa del paese o affacciato sul mercato, con tutta la giornata davanti per visitar cantine.

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