Mi piacciono i vini come Kate Moss

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Il 16 gennaio Kate Moss ha compiuto 41 anni. L’ho letto sui giornali. E allora? Allora penso che a me piacciono i vini che somigliano a Kate Moss.
Prima di tutto, in un vino ricerco il piacere.
Cerco il benessere che mi danno il bicchiere e la tavola e la chiacchiera fraterna.
Vado in cerca del vino che m’induca a vuotare la bottiglia senza impastarmi bocca e cervello, che non abbia alcol che brucia e tannino che allappa, che non dia sfoggio di muscoli, che non voglia avere la ragione tutta per sé.
Credo sia la finezza quella che cerco.
Mi piacciono poi particolarmente i vini delle annate fresche. Intendo quelle annate che il clima è stato tanto bizzarro da consegnarmi vini nervosi, volubili, umorali. È così lontana, in questi vini, la solenne opulenza delle annate calde, che sono frutto e polpa e sole e immediatezza.
I vini delle annate fresche mi spingono anzi a coltivare la pazienza, perché occorre attendere il placarsi della loro giovanile irrequietezza. Sono i vini del Paese Che Non C’è. Obbligano all’esercizio della prudenza, a sconfiggere l’irritazione per un appuntamento continuamente differito e che si concretizzerà, invece, quando quasi non ho più speranze.
Hanno la sensuale esilità di Kate Moss nella fotografia di Richard Avedon, quella per la campagna di Gianni Versace. Adesso credo sia chiaro quello che intendo.
Oppure Kate Moss sulla copertina di Vogue.
O Kate Moss per la pubblicità underwear di Calvin Klein.
Penso che si capisca che mi piace Kate Moss.
Ecco, mi piacciono i vini che somigliano a Kate Moss.


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