E mettiamolo il ghiaccio nel vino (grazie Nadia)

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La colonnina segna intorno ai quaranta gradi, fa un caldo bestia e coli tutto il sudore che non avevi pensato potessi avere dentro di te? Be’, allora è tempo di vino. Rosso. Col ghiaccio.

Ma sì, dai, facciamola finita con questi salamelecchi da corso di degustazione. D’estate, quando si scioglie anche l’asfalto, perché non mettere qualche cubetto di ghiaccio nel bicchiere del vino? L’ho sempre detto, lo dirò sempre. E mi ha fatto un gran piacere vedere che una vignaiola di cui adoro i vini, la guerrigliera Nadia Verrua della Cascina Tavijn, tra i vertici del movimento “naturalista” italiano, ha postato su Instagram una foto del suo Grignolino – come dire – “on the rocks”, insomma, con tanti cubetti di ghiaccio nel calice.

“Summer has arrived? Ottavio 2017, ice and maibe orange peel. Why not?” scrive, e sono d’accordo: perché privarsi della gioia, della felicità di un rosso coi suoi bei pezzi di ghiaccio (e magari una scorzetta d’arancia o di limone), che ti permettono di goderti il tuo vino anche quando là fuori il mondo sembra disfarsi nella canicola?

Grazie, Nadia! Grazie per il coraggio di rivendicare il piacere del vino. Abbasso le convenzioni, e pazienza per chi non riesce a distaccarsene.


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2 comments

  1. maurizio Rispondi

    Questione di gusti, quindi nessun anatema. Personalmente col caldo lo preferisco mischiato alla gazzosa… (in Abruzzo chiamato sciampagnino). Il solo annacquamento del vino fa risaltare l’acidità a fronte della diluizione e questo me lo rende poco gradevole. Questo perché il potere tampone del vino fa sì che l’acidità reale (il pH) rimanga pressoché immutato nella diluizione, mentre altri componenti che bilanciano l’acidità (alcol e zuccheri) vengono diluiti.

    1. Angelo Peretti

      Angelo Peretti Rispondi

      Allora intere generazioni di veneti avrebbero sbagliato tutto facendosi, d’estate, il loro spritz con vino bianco, acqua, ghiaccio e scorzetta di limone (che aggiunge altra acidità)? Poi venne l’Aperol.