Il Méthodo Cap Classique Brut Desiderius Pongrácz

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Da un po’ di tempo quando vado al ristorante mi lascio guidare dal sommelier nella scelta del vino. Cosa che fino a qualche tempo fa non pensavo di fare manco lontanamente in quanto andavo decisa su questo o quello. Ma poi mi sono resa conto che la scelta cadeva più o meno sempre sugli stessi territori o etichette e che non avevo curiosità per il nuovo mondo del vino. In questo modo infatti ho incontrato etichette interessanti e qualche volta mi sono ritrovata bottiglie che non avrei mai scelto. Di quelle dal nome forte grazie alle campagne di marketing, ma con contenuti magri e deludenti.

Così mi capita di recente questo méthodo cap classique del Sudafrica che mi ha colpito per la finezza e la grande piacevolezza del sorso. Bevuto alla cieca avrei detto che fosse uno champagne, tale è la precisione e l’eleganza.

Desiderius Pongrácz 2014 è dedicato appunto a colui che ha fondato l’azienda ed al quale si deve lo sviluppo del metodo champenoise in questo paese. Scopro che è stato una persona straordinaria, di grande intelligenza ed un fenomeno del mondo del vino. La sua è una storia singolare e sofferta, conte ungherese nel periodo dell’occupazione sovietica. È riuscito a scappare in Sudafrica e dopo aver  ricoperto il ruolo di  manager in alcune aziende agricole e cantine, ha investito di suo nella produzione di bollicine metodo classico. A lui si deve anche la diffusione dei vitigni chardonnay, sauvignon blanc e pinot noir.

L’azienda è in una delle zone più vocate del Sudafrica, Stellenbosch, nello splendido distretto di Cape Winelands, poco distante da Città del Capo. Sembra strano a dirsi, ma qui il vino ha più di trecento anni di storia. Questa zona è stata colonizzata dagli olandesi e fondamentale è stato l’arrivo degli ugonotti dalla Francia per lo sviluppo della vitivinicoltura di qualità. Le quantità prodotte sono enormi e tutto il distretto è ben organizzato con cantine bellissime che accolgono per i winetasting ed i winetour.

Ritornando al Méthodo Cap Classique Brut Desiderius Pongrácz 2014, si fa ampiamente apprezzare per l’eleganza espressa sia al naso che all’assaggio, apre su leggeri toni fumée, è poi mandarino, fiori di acacia, il frutto è di mora, bollicine finissime, è sottile, agile e vibrante nella freschezza che accompagna e dà slancio al sorso senza essere invadente.

A questo punto spero di ritrovarlo in altre carte dei vini e ringrazio la sommelier Lucia Ferrara del ristorante Pensando a te a Baronissi, vicino Salerno, per avermelo proposto. Tra l’altro, l’ho bevuto a tutto pasto, non ho voluto altro.


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