Mercato Fivi, i 3 vini consigliati da Pier Paolo Antolini

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Il Falistra del Podere Il Saliceto, il Prosecco Colfóndo di Bele Casel e il T.N. di Thomas Niedermayr. Sono questi i tre vini dei suoi colleghi che Pier Paolo Antolini, vignaiolo il Valpolicella, consiglia a chi visiterà la sesta edizione del Mercato dei Vini della Fivi, a Piacenza Expo, il 26 e 27 novembre.
Pier Paolo gestisce insieme col fratello Stefano l’azienda di famiglia a Marano di Valpolicella. I suoi vini sfoggiano un’indole assolutamente territoriale. L’Amarone Moròpio, per dire, ha quella traccia nervosa che è l’espressione perfetta della Valle di Marano, mentre l’altro Amarone, il Cà Coato, ha quella pienezza che è classicamente sottesa ai rossi della vallata di Negrar.
Pier Paolo Antolini sarà al Mercato dei Vini di Piacenza, che è sì una rassegna, ma è anche un’occasione di incontro tra vignaioli, e dunque gli ho chiesto di indicare tre (solo tre) vini di altri vignaioli che secondo lui meritano l’assaggio.
Ecco qui di seguito le sue scelte, presentate con le sue parole.
Podere Il Saliceto, Lambrusco di Sorbara Falistra
Pier Paolo Antolini: “Questo è il Lambrusco che piace a me! Colore ‘scarico’ ma brillante, elegante, con una freschezza incredibile, un vino da bere a secchi. I produttori Marcello e Gian Paolo sono simpaticissimi.”
Bele Casel, Asolo Prosecco Colfóndo
Pier Paolo Antolini: “Un Prosecco fuori dagli schemi. Profumo floreale, fresco, leggero però sapido, solforosa ‘inesistente’, anche questo da bere a secchi. I produttori Luca e Giuliana sono anch’essi simpaticissimi.”
Thomas Niedermayr, T.N. 04
Pier Paolo Antolini: “L’ho assaggiato per la prima volta quindici giorni fa e mi ha incuriosito parecchio, un vino da viti resistenti, quindi zero trattamenti fungicidi in vigna. Un vino ben fatto, profumo fruttato con una buona freschezza. Non conosco il produttore, lo andrò senz’altro a conoscere al Mercato dei Vini di Piacenza, sono curiosissimo, soprattutto per i rossi da uve Piwi”.

Ora, tocca a me consigliare un vino della famiglia Antolini, e non ho alcun dubbio su quale bottiglia indicare.
Antolini, Valpolicella Classico
Nove anni fa (ah, come passa il tempo!) scrissi un pezzo dal titolo interrogativo: “Chi salverà il Valpolicellino?” Perché di fronte all’avanzata impetuosa dell’Amarone e del Ripasso, il tradizionale Valpolicella “base” rischiava di soccombere. Ecco, il Valpolicellino l’hanno salvato vignaioli come Pier Paolo e Stefano Antolini. Fruttini e beva succosissima.

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