Maison Rouge, Côte-Rôtie femminile (non è un cliché)

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Georges Vernay è stato essenziale per il salvataggio e rilancio della contigua appellation Condrieu, un 100% viognier. Nel 1995 prende il comando della cantina la figlia Christine, che porta ancora più in alto il livello già molto elevato dei vini del Domaine.
Se Vernay è più conosciuto per i suoi bianchi, non va sottovalutato il potenziale dei suoi rossi. Lo si capisce da questo cru della Côte-Rôtie, Maison Rouge, posto in basso della collina su terreno granitico esposto a sud-est.
È la prima vigna di syrah acquisita negli anni ’70, al sud della denominazione, e si caratterizza per la delicatezza che se ne ricava. Si tratta di vigne molto vecchie, che producono un vino di grande finezza che si rivela solo col tempo.
Alla masterclass Côte-Rôtie del Grand Tasting di Bettane&Desseauve ho assaggiato il 2010.
L’annata è stata tardiva, ma ha consentito delle belle maturità. Christine sottolinea l’estremo rigore nel cercare di interpretare ogni millesimo, senza cercare di nasconderne gli aspetti meno positivi.
Molto bello il colore. Naso assolutamente riconoscibile dai suoi aromi di rosa antica, violetta e pepe bianco. Tutto molto elegante e discreto, si potrebbe definire un vino femminile se non fosse un cliché.
Il legno è usato con molta più discrezione e non copre il frutto. Un risultato di estremo equilibrio ed eleganza.
Côte-Rôtie Maison Rouge 2010 Georges Vernay
(92/100)

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