Voi mettereste l’acqua nel vino?

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I vini degli ultimi dieci-quindici anni sono troppo alcolici e non riuscite più a berli? Aggiungetegli dell’acqua. Non sto scherzando. L’idea di mescolare con l’acqua, direttamente nel bicchiere, gli alcolicissimi vinoni muscolosi dell’enologia moderna di stampo parkeriano sta prendendo piede. Si dice che così, versando dell’acqua nel vino, a tavola, non solo il vino diventa meno alcolico, ma addirittura ne ottiene un’esaltazione dei propri profumi.
L’ultima testimonianza in tal senso viene da una lettera pubblicata sul numero di luglio della rivista britannica Decanter. Un lettore, il professor Trevor Herbert, di Cardiff, dice che il suo piacere nel bere certi vini è compromessa dal loro livello alcolico elevato. “La risposta ovvia – osserva – sarebbe di evitarli, ma la mia cantina ne contiene un sacco”. Dunque, che fare? “Qualcuno – dice il lettore – mi ha suggerito che dovrei annacquarli, un suggerimento che ho bollato di cretinismo finché non ho letto un pezzo del New York Times che sosteneva questa pratica come un via per raffinare i profumi. Ho provato con una diluizione del 20% con una buona bottiglia di acqua naturale in un Rasteau del 2010 e l’ho trovato delizioso”.
A dare il via al filone mescolatorio vino-acqua credo sia stato Harold McGee con un suo articolo del 2010 pubblicato addirittura sul New York Times: penso sia questo il pezzo cui fa riferimento il lettore che ha scritto a Decanter. Il titolo di quell’articolo era “To Enhance Flavor, Just Add Water”, per sviluppare il profumo, basta aggiungere acqua.
Che il mix acqua-alcol possa dare ottimi risultati non è una novità. Chi beve whisky lo sa bene, e c’è addirittura qualcuno che si procura la stessa acqua adoperata dalla distilleria. Leggo così sul sito Malts.com: “Aggiungere acqua ad un single malt cambia la composizione dell’alcolico e libera maggiori sapori e aromi. Idealmente, l’acqua aggiunta dovrebbe essere la stessa usata dalla distilleria per fare il whisky. Ma non è facile da farsi, specialmente se gustate il vostro Single Malt Whisky al di fuori della Scozia. La cosa migliore è aggiungere acqua ferma di sorgente scozzese, o in alternativa acqua naturale senza troppi agenti chimici aggiunti. La proporzione di acqua rispetto al whisky è una questione di gusto, ma è meglio procedere lentamente finché trovate il miglior equilibrio che soddisfi i vostri gusti”.
Poi, so bene che il Pernod, il Pastis e altri anisati vogliono il bricchetto dell’acqua. Ma non avrei mai pensato potesse funzionare con il vino.
Eppure da qualche parte avevo letto che certi wine lover britanici appassionati dei Bordeaux non disdegnavano di allungarli un pochino con l’acqua.
Non ho mai provato. Proverò, me lo riprometto. D’accordo, non muoio dalla voglia di farlo, ma potrà essere interessante comparare lo stesso vino “liscio” e con l’aggiunta di acqua. Chissà.


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4 comments

  1. Alex Rispondi

    Ti confermo che è una pratica che funziona, soprattutto a pranzo e in estate.
    Praticamente mi creo dei “vinini” (per utilizzare la tua terminologia) partendo da vini un po’ troppo corposi e alcolici.

  2. Sebastiano Rispondi

    Ah, come diceva Alvaro Joppi, “no ghe saria miga un po’ di Bardolino?”. In ogni caso quella di aggiungere acqua al vino, a seconda delle circostanze, è una ratica millenaria. Tra parentesi, quando ero bambino si metteva un po’ di vino nell’acqua, anche nelle cosiddette “colonie”. E si insegnava a bere. Altro che demonizzazione.

  3. Zeno Rispondi

    Non ci avevo pensato, però ti chiedo, senza dover aggiungere acqua, ci sono in giro vini che fanno poco grado (10-11) come una volta, da utilizzare nei pasti? puoi consigliare qualche vinin0 della zona? Ciao e grazie.

  4. #angeloperetti

    #angeloperetti Rispondi

    @Zeno, i 10-11 gradi sono veramente pochi con la viticoltura che si fa oggi. Qualche (ottimo) Lambrusco a quella gradazione puoi trovarlo. Oppure uno dei miei vinini preferiti per l’estate, il Cotes de Gascogne Classic del Domaine Tariquet, un bianco senza grandi pretese, però bevibilissimo e gradevole, che fa 10 gradi: on line mi pare costi sui 4,50 euro.