Il Luvaira 2014 di Giovanna Maccario

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C’è tanto spessore in questo vino, il Rossese di Dolceacqua Superiore Luvaira, e nella storia della piccola azienda di Giovanna Maccario, che ci si potrebbe girare un film appassionante. Giovanna ama la sua femminilità che sa esaltare con gusto e dall’aspetto non si intuisce certo che va su e giù per i ripidissimi vigneti a San Biagio della Cima, in Val Verbone, terra del Rossese di Dolceacqua.
Non ho mai visitato l’azienda e ne sono molto curiosa. Ho incontrato Giovanna alla presentazione della Guida ai Vini d’Italia de L’Espresso e non le ho nemmeno parlato. Conosco pochissimo questo areale di produzione ed i suoi vini così ho colto l’occasione per provare il cru Luvaria 2014.
Mi ha incantata e nel degustarlo si intuisce un territorio esclusivo ed una cura precisa e rispettosa.
Le uve di rossese provengono da una vigna ultra centenaria di appena un ettaro, piante ad alberello su suolo di argilla solidificata che localmente viene detta sgruttu. Le forti pendenze ed il terreno difficile da lavorare hanno determinato nel tempo un forte abbandono dei vigneti e del territorio in generale. Questo particolare aggiunge merito ai grandi risultati del vino di Giovanna.
Si fa notare subito, già dai profumi che incuriosiscono moltissimo: eleganti nel tocco di viola, piccole spezie delicate, pepe, liquirizia, e frutti di bosco. All’assaggio è sottile, vibrante di energia, sono compatti e pungenti i tannini, è succoso ed affilato, croccante, di grande bevibilità. Sicuramente è un vino da attendere, ma pur avendo temperamento giovane ed esuberante, si fa bere con avidità.
Rossese di Dolceacqua Superiore Luvaira 2014 Maccario Dringenberg

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