Lo strano destino del Porto e un Porto che raccomando

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Strano destino quello del Porto, che è poi comune a molti altri vini dolci o fortificati. Ci siamo disabituati a berlo, quasi fosse un relitto di un’epoca passata. Invece credo che non ci siano mai stati così tanti produttori di valore e che andrebbe quanto meno riscoperto. Un piccolo sorso di Porto riconcilia con la vita e aiuta a risollevare una giornata uggiosa. Tra gli ultimi che ho assaggiato vorrei citare questo 10 Years Old di Quinta de la Rosa.

Si tratta di un porto molto tradizionale, il cui blend viene rinfrescato spesso, allo scopo di ottenere dei vini fragranti e dinamici. Alla vista abbiamo un colore leggero con sfumature mattone. Colpisce subito per la purezza del naso, non si sente per nulla l’effetto dell’alcol usato per la fortificazione, cosa che mi capita spesso con moltissimi porto. Naso tra l’avvolgente e il fresco, note di mirtillo sotto spirito, cacao amaro, cenere spezie e rosmarino. Al palato inizia più caldo e morbido per terminare più acidulo, prolungando così le sensazioni molto a lungo. È proprio il finale la parte più convincente, si avvicendano aromi di spezie, frutta scura, menta, minerale, pietra calda e fiori. Mi è parso uno dei migliori della categoria, anche per quella leggerezza che non si trova facilmente nei vini di questa regione. Altamente raccomandato, si trova anche in Italia.

10 Years Old Tawny Port Quinta de la Rosa
(92/100)

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