Leclisse 2017, il Sorbara che mi piace tanto

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Mi piace quando con una bottiglia riesco a stupire chi condivide la mia tavola. Stavolta però ho avuto gioco facile. Sullo scaffale della trattoria ho visto che c’era Leclisse di Paltrinieri e ho scelto quello. Chi stava a tavola con me non lo conosceva e così – voilà – figurona garantita.

Aggiungo che l’edizione 2017 de Leclisse di Alberto Paltrinieri ha stupito anche me, perché credo sia la miglior versione degli ultimi anni, e già le annate precedenti mi erano piaciute molto. Chiarissimo nella colorazione che tende alla buccia di cipolla in stile rosatista, ma comunque terribilmente fedele al carattere del Sorbara, questo millesimo lambruschista è al palato un tripudio di agrumi (mandarino, arancia sanguinella, kumquat) frammisti a rinfrescanti memorie officinali (salvia, origano). Beva succosissima e lunga e gratificante e golosissima. Insomma, un fuoriclasse, col quale, se vorrete, potrete stupire anche voi coloro che alla fine esclameranno: “Ma è un Lambrusco!” scoprendo che il Lambruso è tutt’altra e ben altra cosa rispetto a quel che ricordavano.

Sì, è Lambrusco, è Sorbara, è un gran vino. Con le bolle.

Lambrusco di Sorbara Leclisse 2017 Paltrinieri
(94/100)

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