Leciti dubbi

mare

Dovrei smettere con questa vecchia abitudine di scrivere a mano e iniziare a percepire il mio pc come un amico anziché come qualcosa che non mi riguarda. Appartengo sicuramente ad un’epoca diversa, fatta di carta, grafite e tempo scandito da tramonto e alba. La carta liscia e la mina 2B che lascia il segno. Ma così mi leggo solo io, che è già qualcosa, ad ogni modo. Si susseguono, nella mia vita, vicissitudini, impegni e cambiamenti ma anche domande e leciti dubbi. “Che scrivo a fare?” ricorre con costanza e buona alternanza fino al momento in cui scrivere diventa come respirare, bere e mangiare e allora, eccomi qua. Sono tornata a raccontare, ispirata dal mare, dal vento e dal desiderio di comunicare. Dovremmo tutti respirare. In un periodo talmente folle e insolito da togliere il respiro, dovremmo tutti ricordarci di inspirare e poi espirare, inspirare e poi espirare, inspirare e poi lasciare andare. E per stasera è tutto. E non è poco.


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