Le osterie di Verona

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Impossibile capire Verona se non frequenti le osterie. Ci va gente di tutte le età. Si prende un bicchiere di vino, si mangiucchia qualcosa, si chiacchiera. Vita da osteria. Diceva Hans Barth che Verona è l’osteria dei popoli, ed era un secolo fa. Non è cambiato nulla, da allora, grazie al cielo, quando si tratta d’osterie veronesi.
A Verona l’osteria (ma il dialetto locale più stretto vorrebbe si dicesse ostaria, con la a) è un’istituzione: è qui, bevendo un gòto, ossia un bicchiere di vino, scelto dalla lista scritta col gessetto sulla lavagna (di solito, ci sono almeno una ventina di proposte diverse), che si intrecciano le relazioni sociali.
Il tour delle osterie può essere una validissima formula alternativa per la visita alla città: solitamente aprono l’uscio su alcuni degli scorci più suggestivi e tranquilli del centro storico. Va ricordato che per i veronesi il gòto si accompagna con qualcosa da mangiare, quasi sempre in piedi al bancone: una polpettina, un panino con la soppressa o con il lardo, un bocconcino con l’acciuga o con il formaggio. In osteria si risolve pure il pranzo, perché i luoghi della tradizione hanno sempre anche qualche piatto caldo (ovviamente, il servizio è più informale che al ristorante): la pasta e fagioli, la trippa, la pastissàda de cavàl, il baccalà.
Di seguito dove andare a bere un gòto a Verona, seguendo il filo delle osterie.
Al Carro Armato. Seduti sulle panche ai tavoloni di questa storica osteria del centro, alle spalle dell’hotel Due Torri, potete bere un bicchiere di vino accompagnandolo con qualche piatto come pastisàda de cavàl, pasta e fagioli, nervetti con la cipolla.
Al Duomo. È sul trafficato vicolo cittadino fra il Duomo e la chiesa di Sant’Anastasia. Due salette con tavolini minuscoli. Sulla porta è scritto urtàr, spingere in dialetto. Per un bicchiere di vino scelto dalla lista del giorno da accostare a un panino al bancone o a qualche piatto.
El Bacarin. Stessa gestione del Monte Baldo, ma microscopica come dimensione, si apre su via Fogge (il vicolo dà su piazza dei Signori). I vini alla mescita sono indicati sulla lavagna. Si può accompagnare il gòto con una serie di bocconcini, oppure con qualche polenta calda.
Monte Baldo. Una delle più accoglienti osterie del centro, a due passi da piazza Erbe. Ampia lista di vini a bicchiere segnata alla lavagna. Tanti ghiotti bocconcini esposti al bancone. Piatti caldi dalla lista del giorno. Sala ristorante al piano superiore.
Ostaria a le Petarine. Una minuscola osteria frequentata soprattutto dai residenti. Seppure a due passi da piazza Erbe, la zona non rientra nei classici tour turistici. I vini alla mescita sono sulla lavagna, sul bancone sono allineati panini e bocconcini.
Osteria del Bugiardo. Di fatto, un’osteria “monomarca”, che ha in mescita i vini dell’azienda proprietaria, produttrice in Valpolicella. Frequentata soprattutto dal pubblico giovanile, è in corso Portoni Borsari. Salumi e qualche piatto del giorno.
Osteria Sottoriva. I tavolini sono sotto i portici di Sottoriva, uno dei più suggestivi quartieri del centro storico, assai poco frequentato dai turisti. Il vino si sceglie dalla lista del giorno. Spettacolari le polpettine di cavallo o di carne bovina.
Zampieri La Mandorla. La vecchia enoteca Zampieri, nota anche come La Mandorla perché vi si è sempre stato servito un liquore alla mandorla, è sul vicolo che corre parallelo a via Mazzini. Due piccolissime sale. Vini in mescita e qualche panino.
Enoteca Zero 7. Una moderna osteria in vicolo Ghiaia, praticamente dietro il palazzo della Gran Guardia, fra piazza Bra e piazza Cittadella. Piatti del giorno a pranzo e a cena e bella lista di vini in mescita. Anche enoteca per asporto.

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