Le Grand Tasting, tanta Francia e la sorpresa del Fiano

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Dopo aver trattato in altri precedenti articoli Champagne, Bordeaux e Borgogna, vorrei parlarvi degli altri vini assaggiati al Grand Tasting di Bettane&Desseauve. Vini provenienti da varie aree della Francia, dall’Alsazia alle Côtes du Rhône, dalla Languedoc alla Loira. Con una sorpresa italiana proveniente dalla Campania, due splendide interpretazioni del Fiano.

Ecco le mie note d’assaggio, ordinate per azienda.

Domaine Weinbach

Alsace Pinot Gris Cuvée Ste Catherine 2015. Le vigne sono in parte poste all’interno del Grand Cru Schlossberg. Fiori e una forte vena di affumicato. Il residuo zuccherino non è elevato, ma rivela la gioventù del vino, gradevole oggi ma sicuramente al meglio tra qualche anno. (85/100)

Alsace Gewurtztraminer Altenbourg 2013. Il suolo marno-calcareo è adatto al vitigno e produce uve equilibrate. Naso complesso di misurata esuberanza. Una versione essenziale, senza grandi eccessi e per questo molto riuscita. (90/100)

 

Château Morgues du Grès

Costières de Nîmes Equinoxe Rouge 2012. Selezione di grenache, syrah e carignan, elevato in fusti da 500 litri. Austero, caldo e alcolico, giocato sulla potenza e sulle sensazioni sudiste. (87/100)

Costières de Nîmes Capitelles Blanc 2013. Grenache blanc su calcare con un 10% di roussanne. In fusti da 500 litri. Più composto ed equilibrato questo bianco sorprendente, si percepisce l’origine mediterranea senza però eccessi di alcol o materia. Finale di miele. (88/100)

Costières de Nîmes Cuve 46 Rouge 2015. Una grenache facile e rustica, finale caldo. (80/100)

 

Cave de Tain

Hermitage Gambert de Loche Rouge 2013. Vino serio ma che non riesce ad essere grande come dovrebbe. La materia non è esagerata, chiaramente molto giovane, pazienza. (88/100)

Saint-Joseph Esprit de Granit Rouge 2014. Una syrah piacevole e di facile beva. (84/100)

 

Mas Amiel

Maury 40 ans. Qui ci avviciniamo molto ad un grande Jerez. Frutta secca, mare, spezie, legno nobile, grande complessità aromatica. Al palato è quasi secco e nel finale torna prepotente il mare. (94/100)

Maury Vintage Réserve 2012. Accanto alla frutta scura una nota di ferro. Nervoso e dinamico, ne riparliamo tra 10 anni. (89/100)

Maury Sec Vers le Nord 2014. Blend di grenache, syrah e carignan da vecchie vigne. Se al naso domina il pepe bianco della syrah, al palato invece la grenache impone la sua struttura. (86/100)

Maury Sec Légende 2014. Rosmarino, erbe, caldo e speziato con una grande morbidezza. (87/100)

Côtes du Roussillon-Villages Origine Rouge 2013. Profondo, floreale, marino, un naso meraviglioso. Non sarà il palato a smentirlo, resta uno dei più buoni vini che ho provato di questo settore, Mas Amiel è diventato un grande anche nei vini secchi. (94/100)

 

André Brunel – Les Cailloux

Châteauneuf-du-Pape Les Cailloux 2014. Ad un naso fine fa seguito un palato più caldo e speziato. Non sarà il più complesso ma si tratta di un bel vino che rappresenta degnamente la sua origine. (87/100)

 

Marcel Richaud

Cairanne Cuvée L’Ebrescade 2013. Da sempre uno dei miei vini preferiti delle Côtes du Rhône. Quello che ho provato era totalmente fuori fase, spero fosse una bottiglia sfortunata.
Cairanne 2015. Oggi è molto meglio il semplice Villages. Elegante e floreale con una sfumatura di arancio. Una bottiglia sudista che chiude con eleganza. (87/100)

 

Vidal-Fleury

Hermitage Rouge 2013. Chiuso e tannico, al momento manca di piacevolezza. Non scommetterei su una sua positiva evoluzione. (83/100)

Côte-Rotie Côte Blonde La Chatillonne 2010. Qui andiamo molto meglio. All’assemblaggio partecipa anche un 12% di viognier, tre anni in barriques. Profumato, aperto, floreale e fumé, frutta matura. Largo, ricco e potente, finisce nervoso. Notevole. (92/100)

Cornas 2014. Terra e asfalto, lardo e carne, un naso viscerale. Pur esibendo una certa gradevolezza, manca della necessaria profondità. (87/100)

 

Stéphane Ogier

Côte Rôtie Village 2014. Vino gradevole sulla rosa e il pepe bianco. (87/100)

Côte Rôtie Réserve 2012. Inizia tranquillamente a evolvere, è solo a inizio carriera. Fumé e floreale, sfodera una grande eleganza. (91/100)

Côte Rotie Réserve 2010. Note di carne affumicata, dinamico e attraversato da una vena di freschezza. Ancora giovincello. (92/100)

 

Famille Perrin

Châteauneuf-du-Pape Beaucastel Blanc 2015. C’è l’80% di roussanne per un vino morbido, dotato di una discreta profondità. Termina su aromi di pera, argilla e terra. (87/00)

Châteauneuf-du-Pape Beaucastel Rouge 2014. Nota alcolica. Composta di fragole, buona acidità, tannini maturi. Da attendere, promettente. (90/100)

 

Domaine Huet

Vouvray Clos Du Bourg Démi-Sec 2015. Ancora difficile al naso, più espressivo in bocca. (88/100)

Vouvray Le Mont Moelleux 2015. Ci sono 66 grammi di zucchero residuo. Frutta matura come ananas victoria e mela cotogna. Acidità nel finale, ancora troppo giovane. (91/100)

Vouvray Le Haut-Lieu Moelleux Première Trie 1990. Tartufo, frutta secca, albicocca, una girandola di frutta matura. Al palato si comprende la grandezza dei grandi chenin della Loira. Complesso, lungo e profondo senza nessun peso apparente. Uno dei più grandi che ho avuto la fortuna di assaggiare. (98/100)

Vouvray Le Mont Démi-Sec 2008. In magnum. Mango, tartufo bianco, dominato da una acidità sferzante. Altro grande vino. (94/100)

Vouvray Clos Du Bourg Moelleux 1988. La trilogia si completa con questo 1988, più intellettuale che estroverso. Argilla, albicocca, si apre lentamente senza mai concedersi. Alla beva non tradisce, ha una profondità esemplare, con un finale di arancia amara magnifico. (95/100)

 

Joaquin A.A.

Fiano di Avellino Vino della Stella 2014. Ebbene sì, termino con un produttore italiano. I suoi vini mi hanno stupito e vi invito a provarli, rimarrete di stucco come è successo a me. Questo Fiano è il frutto di vecchie viti nel territorio di Lapio, grand cru del territorio. Affinato in botti grandi in stile ossidativo. È decisamente fuori schema, un vino di notevole personalità, ricco e lunghissimo. (92/100)

Campania Fiano JQN Piante a Lapio 2012. La volatile partecipa alla complessità olfattiva. Mare e sale su tutto e una nota di caffè. Grandissimo vino. (93/100)


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