Le Grand Tasting, Languedoc Roussillon

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E adesso i vini della Languedoc Roussillon. Nuova puntata delle mie scorribande enoiche fra le tantissime bottiglie francesi in degustazione a Le Grand Tasting, l’evento organizzato come sempre verso fine anno da Michel Bettane e Thierry Desseauve al Carrousel du Louvre, a Parigi. Stavolta tocca al territorio del sud ovest della Francia. Valutazioni, come per le altre puntate delle note sugli assaggi parigini, in ventesimi, ed elenco per aziende.
Domaine Mas Bécha
Côtes du Roussillon Les Aspres Excellence 2012. Un rosso raffinato e dalle note selvatiche, di cuoio e pepe. Palato speziato e caldo con bel finale. 17/20
Domaine du Clos des Fées
Côtes du Roussillon Les Sorcières 2013. Grenache, carignan e syrah. Il vino più semplice e anche il migliore della serie. Minerale, ferroso, frutta nera, equilibrato. 17,5/20
Côtes du Roussillon-Villages Vieilles Vignes 2012. Elegante e fine, purtroppo il legno prevarica il frutto e il palato è dolce. Però sembra potersi dare una vita migliore tra qualche anno e quindi lo premio. 16,5/20
Côtes du Roussillon-Villages Le Clos des Fées 2011. Molto legno che copre una materia sapida e marina. Il vino spinge molto. Ne parliamo tra 10 anni? 16/20
Clos de Fées Blanc 2012. Un 100% sémillon speziato (curry, pepe) e molto particolare. Morbido e aromatico. 15,5/20
Domaine Sylvestre
Terrasses du Larzac 2011. Tipicamente syrah, ben costruito con una leggera nota dolce e succulenta, interessante. 14,5/20
Domaine des Aurelles
Pézénas Languedoc Aurel 2010. Suolo basaltico che ci consegna un vino troppo alcolico e potente, dominato dal legno. 14/20
Clos Marie
Languedoc Pic St Loup Les Glorieuses 2011. Fumé, il vino inizia bene ma si ferma su note insistenti di legno e con un frutto troppo estratto. Ad altri è piaciuto. 14/20
Domaine Mirabel
Languedoc Pic St Loup Les Eclats 2012. Sudista nelle note di frutta matura e olive, fresco senza avere una profondità enorme, privilegia la bevibilità. 15,5/20
Domaine d’Aupilhac
Languedoc Montpeyroux Les Cocalières 2012. Un’azienda da sempre ai vertici che ha prodotto un naso profumato di fragole, pepe ed erbe. Ottimo sviluppo gustativo. 16/20
Sarda Malet
Côtes du Rhône Domaine de Fontbonau 2011. Chiuso nella sua mineralità argillosa. Caldo, succoso, si sentono spezie e pepe. Decisamente sudista. 17,5/20
Côtes du Roussillon blanc Terroir Mailloles 2008. Questo assemblege di roussanne e marsanne cerca la potenza e ha una bocca dolciastra, mielosa e abbastanza pesante. Frutta secca e curry nel finale per un vino strutturato ma non nelle mie corde. 15/20
Mas de Daumas-Gassac
Pays de l’Hérault rouge 2006. Spezie, terra, fragola e animale. Un bouquet composito che conduce ad un palato ancora imballato dai tannini. Non riesce però ad allungarsi. 15/20
Pys de l’Hérault rouge 2012. Sembra una annata riuscita, i tannini sono già setosi e non potranno che levigarsi ancora nel tempo. La materia ricca è morbida e alcolica, deve solo sistemarsi, ma sappiamo che è un vino che si rivela pienamente dopo 20 e più anni. 16,5/20

 

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