Le Grand Tasting, la Rive Droite

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Quarta puntata dei miei appunti di degustazione sui vini bordolesi che ho potuto assaggiare a quello splendido evento che è Le Grand Tasting organizzato da Michel Bettane e Thierry Desseauve verso fine anno a Parigi, presso il Carrousel du Louvre. Questa volta è il turno della Rive Droite, della Riva Destra, con le appellation di Pomerol e di Saint-Émilion (e in particolare di Saint-Émilion Grand Cru). Come nelle altre puntate, ho attribuito ai vini assaggiati dei punteggi in ventesimi.
Pomerol
Château Beauregard, Pomerol 2009. Legnosetto, il rovere impatta anche la bocca. 13,5/20
Clos L’Eglise, Pomerol 2006. Naso tipico di violetta e fumé, il frutto è maturo. Come vuole l’annata, è abbastanza rigido e tannico, sembra tra i più capaci di evolvere positivamente all’interno del millesimo. 16,5/20
Château La Pointe, Pomerol 2011. 85% merlot e 15% cabernet franc. Lo stile è rispettoso del terroir, stile classico, gradevole e terroso. Perfetta interpretazione del millesimo. 16,5/20
Château Petit-Village, Pomerol 2009. Terra e tartufo per un vino ancora sotto la presa del legno, potente ma non lunghissimo. 16/20
Château Petit-Village, Pomerol 2010. Anche se il vino è totalmente chiuso e austerom, ha tutte la caratteristiche per diventare un grande classico. Speziato, fresco e lungo. 17,5/20
Saint-Émilion Grand Cru
Château Barde-Haut, Saint-Emilion Grand Cru 2006. Fine, elegante e alcolico. Non ha forse una grande maturità e finisce fluido, ancora giovane. 14,5/20
Château Bellevue, Saint-Emilion Grand Cru 2009. vinificato dal talentuoso Hubert de Boüard, odora di tartufo bianco e dispone di una materia di bella concentrazione. Il problema è la sua massa tannica che è veramente imponente e che dovrà necessariamente affinarsi, se ci riuscirà. 15,5/20
Château Bellevue, Saint-Emilion Grand Cru 2010. Frutto che tende alla confettura, alcolico e potente, sembra avere i mezzi per sostenere l’ambizioso legno di maturazione. Tannini sembrano più dei macigni che delle molecole. Si affineranno un giorno? 16,5/20
Château Cheval Noir, Saint-Emilion Grand Cru Cuvée Le Fer 2010. Ancora una volta de Boüard ai comandi. Severo e denso nelle sue note di tartufo e terra. Il legno non è dei più discreti, una versione moderna che lascia vedere delle possibilità di evoluzione. 17/20
Château Canon, Saint-Emilion Grand Cru 2008. Fumé e frutta nera, sensazione di potenza. Classico e territoriale nelle note di tabacco e humus, con acidità a ravvivare la beva. 17,5/20
Château Canon, Saint-Emilion Grand Cru 2002. Terziario negli aromi complessi di terra e foglie bagnate, pane grigliato e frutta matura. Sapido, non insiste nella concentrazione ma cerca la lunghezza. Grande bottiglia in un millesimo difficile. 17/20
Château Fleur Cardinale, Saint-Emilion Grand Cru 2012. Si respirano note terrose e di tartufo, mentre la materia è salina e minerale, con buona eleganza. 16/20
Château Grand Corbin, Saint-Emilion Grand Cru 2012. 70% merlot e 25 cabernet franc. Aperto e floreale ha però un palato austero e tannico che domanda pazienza. Si riprende nel finale, ma non ha la soavità dei grandi. 16/20
Château Sansonnet, Saint-Emilion Grand Cru 2012. Un vino segnato da un rovere dolce che accompagna una materia di buona densità. Chiuso. 15/20
Château Valandraud, Saint-Emilion Grand cru 2011. Legno e caffé sono il segno di un élévage piuttosto marcato, nello stile di Thunevin. Molta materia, esotico, ma resta l’impronta dei tannini. 15,5/20

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