Le Grand Tasting, la Borgogna

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Ed eccoci ai vini della Bourgogne. Sono parecchie anche le etichette borgognone che ho potuto avvicina a Le Grand Tasting parigino di Michel Bettane e Thierry Desseauve nella straordinaria sede del Carrousel du Louvre. Elenco gli assaggi e le mie valutazioni per aziende, con punteggi attribuiti in ventesimi, come ho sin qui fatto per tutte le altre note di degustazione tratte dagli assaggi di Parigi. Insieme ai vini della Borgogna anche una presenza del Beaujolais.
Bourgogne
Domaine Chandon de Briailles
Savigny-lès-Beaune Les Laviers 1er cru 2012. Minerale e fine, si sente il sasso. Poi un vegetale nobile che deriva dalla vinificazione con parte del grappolo. Elegante e già pronto. 17/20
Savigny-lès-Beaune Les Lavières 1er cru 2011. Impressione più vegetale, carbone e fiori. Ha meno materia, ma la stessa finezza. 16,5/20
Pernand-Vergelesses Ile des Vergelesses 1er cru 2011. Tutto spezie e fiori e una struttura più affermata. Morbido e lungo, il terroir parla. 17,5/20
Carton Les Bressandes Grand Cru 2011. Minerale, fine ed elegante, quasi delicato. Potente ed agile nello sviluppo, un vero grand cru. 18,5/20
Corton Grand Cru Blanc 2011. Interpretato alla perfezione, una materia rifinita da un uso del legno esemplare, agrumato e dotato di molta spinta acida. Lunghezza e finezza. 19/20
Vincent Girardin
Mersault 1er cru Les Perrières 2011. Come molti vini del domaine risulta condizionato dal legno. La materia è importante ed è un peccato tutto ‘sto rovere. 15,5/20
Puligny-Montrachet 1er cru Les Combettes 2010. Miele e fiori dominano il naso. La materia riesce a sostenere il legno. Il vino è energetico e denso. 16,5/20
Corton-Charlemagne Grand Cru 2010. Finissimo, delicato eppure potente. Miele, acqua di sorgente, mineralità di sasso bagnato, millimetrico. Un Corton Charlemagne e non tradisce le aspettative. 18/20
Bâtard-Montrachet Grand Cru 2009. Più grasso, vaniglia e burro richiamano l’affinamento in legno nuovo.Morbido e potente, non possiede la magia del precedente ma risulta intrigante per la sottile acidità che ritorna nel finale. 17/20
Domaine Trapet Père et Fils
Gevrey-Chambertin 1er cru Alea 2012. Denso e fine con un legno equilibrato. Frutto acidulo, lungo e tannini ancora giovani. 16,5/20
Gevrey-Chambertin Ostrea 2012. Prende il nome da un suolo ricco di conchiglie di ostrica. Vino ancora più puro e delicato, fragoline di bosco e frutta acida. 16,5/20
Remoissenet Père et Fils
Beaune rouge Teurons 2012. Speziato, accenni di evoluzione. Ciliegia sotto spirito  molta acidità.Il legno arrotonda gli spigoli, un vino pronto già oggi e gourmand. 15,5/20
Gevrey-Chambertin Premier Cru Trio 2012. Stesso stile per un vino minerale e setoso. Fine e elegante senza essere profondo. Molto piacevole. 15/20
Frédéric Magnien
Chambertin Clos de Bèze Grand Cru 2012. Complesso e massiccio. L’eleganza esce nonostante un uso del legno eccessivo. Il palato pare in grado di digerire questo boisé, rivelandosi delizioso e pronto. Pare essere una questione di tempo. 16,5/20
Bonnes Mares Grand Cru 2012. La stessa mano nella gestione del legno, che qui si fa invece preponderante, apportando una tannicità abbastanza inutile. 14,5/20
Beaujolais
Château de Pizay
Morgon Cuvée les Sybarites 2013. Frutti neri, gradevole e vinoso, il più interessante della serie. 15/20
Morgon Cuvée du Py 2012. Bella la parte floreale, ma poi sembra mancare di carattere per un vino che viene dal miglior cur di Morgon. Resta piacevole. 15/20
Brouilly Château de St. Lager 2013. Frutto espressivo ma impressione di vino tecnico. 14/20
Morgon 2009 en Fûts. Dolce e tannico. Il legno non lo emancipa. 12/20

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