Lasciate che Mario si diverta (e anche Fiorentino)

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Aldo Palazzeschi, al secolo Aldo Pietro Vincenzo Giurlani, fu uno dei padri dell’avanguardia futurista. Dai tempi della scuola, ricordo quella sua poesia piena di suoni un po’ strambi, “E lasciatemi divertire”, pubblicata nel 1910 nella raccolta “L’incendiario”.

L’inizio fa così:

Tri tri tri,
fru fru fru,
ihu ihu ihu,
uhi uhi uhi!

Il poeta si diverte,
pazzamente,
smisuratamente!

Ecco, quando penso a Mario Pojer, vignaiolo trentino a Faedo, dove ha cantina insieme a Fiorentino Sandri, mi tornano in mente Palazzeschi e la sua poesia. Perché spesse volte le cose che producono col marchio Pojer & Sandri risuonano come quei versi strani e perché sono convinto che Mario (e in fondo anche Fiorentino) ci si diverta un sacco. Pazzamente, smisuratamente. Il che è di per sé poesia.

L’ultimo divertissement di Mario Pojer è il progetto Zero Infinito, che poggia sull’utilizzo delle cosiddette varietà resistenti (resistenti alle alle malattie funginee), che vanno sotto il nome di quell’astrusa sigla che è piwi, abbreviazione della parola tedesca pilzwiderstandsfähig. Sigla e parola, che, ammettiamolo, già di per sé suonano vagamente futuriste, nel senso dei “tri tri tri, fru fru fru” di Palazzeschi.

Ora, capiamoci, ho detto divertissement non perché Mario Pojer e Fiorentino Sandri questa strada dei piwi l’abbiano tentata per gioco. Anzi, l’hanno presa molto seriamente, e dichiarano che rappresenta un nuovo e forse decisivo passo di un sogno cullato fin dalla fondazione della cantina, nel 1975: “Fare il vino con la sola uva” (il virgolettato è loro). “Sembra banale e scontato – dicono – ma in realtà dalla vigna alla bottiglia diversi prodotti esogeni entrano nella trasformazione. Anticrittogamici e insetticidi in vigneto ed antiossidanti in cantina per non parlare degli additivi autorizzati dalla stessa legislazione”.

Nel 2006 assaggiano un vino fatto con le uve delle varietà resistenti e ne restano folgorati “non tanto dal vino stesso, quanto dalla possibilità di trasformare un’uva che non è mai stata trattata in vigna”. Perché le uve piwi non hanno bisogno di trattamenti. Così nel 2009 piantano quattro ettari e mezzo di solaris e di altre varietà tedesche, che non sono ancora autorizzate in Italia. L’autorizzazione romana arriva nel 2013 e nasce ufficialmente il primo Zero Infinito, un “vino bianco frizzante col fondo metodo ancestrale”.

Siccome Mario è un genietto della tecnologia, sviluppa due brevetti per caricare l’uva in pressa (l’uva è precedentemente lavata per eliminare eventuali inquinanti atmosferici) e per torchiarla in atmosfera controllata. “No aria = no ossigeno = no antiossidanti” è la formula magica.

Per chi ebbe occasione di berne, lo Zero Infinito a base di solaris divenne subito una specie di mito nel mondo variegati dei vini con il fondo. Ora di Zero Infinito ne arriva un altro, il Cremisi, una versione in rosa che viene da una varietà piwi originaria della Repubblica Ceca, e un altro ancora, ma senza bollicine, lo Zero Infinito Perpetuo, fatto col metodo delle soleras. Arriva anche un aceto di vino, perché Pojer & Sandri sono anche maestri dell’acetificazione e perfino una grappa, perché Pojer & Sandri sono interpreti d’eccellenza della distillazione. Più avanti hanno in mente anche di uscire con uno Zero Infinito in versione brandy. Lo capite che ci si divertono?

Ho avuto modo di assaggiare la linea – tutta – dello Zero Infinito, avvelendomi per la stappatura dei frizzanti di un’altra genialiata di Mario, un cavatappi che trattiene il tappo a corona per mezzo della calamita (sì, i frizzanti sono – ovviamente, aggiungo – sotto tappo a corona).

Zero Infinito
Il capostipite si conferma in grande spolvero. Irresistibile nella sua beva iper dissetante. Con i frutti (la mela, l’albicocca, la pera) che invadono il palato con un’andatura giocherellona e una pulizia che non sempre i vini ancestrali sanno ottenere, tanto da lasciar emergere, netto, il profumo del sambuco. Ecco, è un vino primaverile, denso di florealità.

Zero Infinito Cremisi
Un succo di frutta aspra, dolcina e un po’ tannica come lo sono le bacche oblunghe di corniolo (avete mai mangiato i frutti del corniolo?) e i chicchi della melagrana. In più, il bouquet delle rose. Credo che d’estate vada giù che è un piacere. Non lo vedo insieme col cibo, è proprio un bicchiere da gola, nel senso di golosità. A garganella.

Zero Infinito Perpetuo
Prima piccola estrazione dai fusti di rovere dove hanno trovato dimora “in perpetuum” le prime dieci vendemmie novembrine di solaris stramaturo. Le botti sono quelle già adoperate per affinarci e il brandy, che cedono fragranze complesse. Sa intensamente di crema pasticcera, ma è secchissimo. Grande aperitivo da fritture. Notevolissimo.

Grappa di Zero Infinito
Io gliel’avevo detto a Mario che usualmente non bevo grappa, ma lui ha insistito che la provassi e aveva ragione a insistere, perché questa è una grappa delicatissima, che ricorda certi tratti tropicaleggianti dello Zero Infinito, che qui trovano sintesi estrema. Davvero una distillato di consistente eleganza.

Aceto di Zero Infinito
Avevo detto a Mario che non sono neppure un tifoso scatenato dell’aceto, ma che siamo di fronte ad acetificatori di valore supremo lo sapevo e dunque ho testato le aspettative sull’aceto di Zero Infinito versandolo su un’insalata di valerianella raccolta nel prato di casa mia. Anche qui – e sembra perfino impossibile – emerge la florealità. Ma ne riparlerò.


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7 comments

  1. Lanegano Rispondi

    Bravi, intelligenti, coraggiosi. E pure simpatici. Lo Zero è un vino di beva sconfinata.

    1. Angelo Peretti

      Angelo Peretti Rispondi

      Confermo!

  2. Angelo Rossi Rispondi

    Ammiro ancora una volta la tua originalità, caro omonimo. Non è facile togliersi dal banale scrivendo di uno come Pojer, anche se è vero che l’uomo non cessa di stupire.

    1. Angelo Peretti

      Angelo Peretti Rispondi

      Troppo gentile. A presto, spero.

  3. giovanni Rispondi

    spesse volte?

    1. Angelo Peretti

      Angelo Peretti Rispondi

      Avrei dovuto dire “sempre”?

  4. Mario Gagliardi Rispondi

    Gentile Angelo Peretti , buonasera . Ho degustato lo Zero Infinito in varie occasioni e me ne sono innamorato tanto è buono . Bravo Mario Pojer , bravo Fiorentino Sandri . ” A maggiori glorie “.