L’anteprima dell’Etna Bianco Guardoilvento 2018

guardoilvento

Guardoilvento richiama in etichetta l’immagine del vecchio alberello sull’Etna piegato dal vento, con il quale ha stretto un antico patto di convivenza pacifica. Si sa che il soffio di Eolo in agricoltura risulta un alleato prezioso che garantisce sanità. E i vignaioli etnei, da tempi immemori, hanno scelto questa forma per le loro viti anche per facilitare lo scambio reciproco di favori. È singolare pensare come tutt’oggi, alla luce di studi avanzati e dell’impiego di alta tecnologia, l’allevamento della vite ad alberello mantenga la sua fierezza convincendo molti della propria solidità e “professionalità”.

Guardolivento 2018 è il primo bianco da carricante che Paolo Caciorgna produce nel territorio di Randazzo, presentato in anteprima ad Oronero Eruzioni del Gusto a Napoli, l’evento che racconta le culture e l’enogastronomia riguardanti i vulcani del mondo. Il luogo del tutto particolare ha arricchito il fascino dell’iniziativa: il Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa, che ricorda la prima ferrovia d’Italia, voluta dai Borbone, che proprio questo mese compie ben 180 anni.

Ma cosa ci fa un enologo toscano sull’Etna? Oggi sembra scontata la fama di questo territorio che fa tendenza tra le produzioni d’Europa, così come la presenza di molti stranieri che hanno scelto di investire e vivere tra colate laviche e lapilli, affascinati dalla sua bellezza e dalla finezza dei vini. Ma la notorietà dell’enologia etnea è piuttosto recente, nonostante qui si produca vino già dai tempi delle colonizzazioni greche.

L’Etna ha preso tardi coscienza del proprio valore, verso la fine degli anni ’90, ma lo ha fatto in grande stile e con enorme successo. Così è andata anche per Paolo Caciorgna, instancabile camminatore di vigne di tutta Europa e anche oltre. La conoscenza diretta è indispensabile per accrescere il proprio bagaglio culturale e la formazione professionale. Arrivato tra le viti centenarie ad alberello a Randazzo, se ne è innamorato – colpo di fulmine fu! Così nel 2007 acquista delle piccole vigne pre fillossera a Passocannone, vicino Passopisciaro nel comune di Castiglione di Sicilia, in contrada Marchesa, a circa 750 metri di altitudine, sul versante nord d’a Muntagna.

Da queste uve prende vita il suo primo vino sull’Etna, N’Anticchia, un successo immediato che lo convince della scelta fatta e a rimanere tra queste pietre scure, testimoni dell’antico patto con il fuoco. Poco alla volta ha acquistato altri vigneti in Contrada Santo Spirito dove l’altitudine si spinge anche oltre gli 800 metri e, forte dell’esperienza maturata in fatto di bianchi con la Vernaccia di San Giminiano, primo vino prodotto, e con il Greco di Tufo, essendo da lunga data consulente delle cantine Benito Ferrara, ecco che arriva il gioiellino bianco etneo. Gli alberelli di carricante sono sparsi tra le viti di nerello mascalese, come si faceva un tempo, sopravvissuti grazie alla sensibilità dei vigneri che mantengono un legame forte e viscerale con la propria terra. Ne è venuto fuori un insieme gioioso di finezza, precisione ed emozioni. Racchiude in sé sicuramente l’essenza dei bianchi dell’Etna, la loro straordinaria espressività rafforzata dall’unicità del territorio. Ma tra le trame si scorge anche la sensibilità di Caciorgna e la sua scrupolosa accuratezza.

Guardoilvento è cristallino nei profumi come all’assaggio, sulle prime ha ricordi di rosa e mandarino, poi di piccole erbe aromatiche e pietra bagnata, sottile e succoso il sorso, verticale nella freschezza e nei toni sapidi. La precisione e l’energia sapranno incuriosire sui tempi lunghi, in accordo con l’eleganza che fa da leitmotiv ad ogni sua espressione.


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