L’anteprima del Blanc de Blancs 2006 di Bruno Paillard

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Volupté è il tema del millesimo 2006 Blanc de Blancs di Bruno Paillard raffigurato in etichetta dall’artista svedese Jockum Nordström. Quindi desiderio, sensualità, che con questo Champagne hanno molto a che fare. L’annata 2006 ha fatto un po’ penare per l’andamento capriccioso e impegnativo da seguire. Sia per l’inverno con presenza di gelate, che per una estate a tratti torrida con epilogo piovoso. Importante come sempre per Bruno Paillard è saper attendere i tempi giusti, dalla vendemmia all’uscita in commercio. Quest’ultima attesa per ben dieci anni affinché quello che è uno dei fiori all’occhiello dell’azienda possa dare il meglio di sé.
In effetti chi ama l’eleganza dei Blanc de Blancs stappa con certezza Bruno Paillard che sa interpretare sempre con massima cura e puntualità. Elogio allo chardonnay proveniente principalmente dalle vigne più vecchie e generose: Le – Mesnil e Orger presenti al 60%, poi Vertus, Avize, Cramant e Chouilly.
Il vino matura sur lies otto anni, degorgement ad aprile 2015, dosaggio extra brut 5 grammi-litro, e poi ha riposato altri 12 mesi in bottiglia per recuperare lo stress della sboccatura.
Presentato in anteprima italiana al ristorante Imago dell’hotel Hassler di Roma, luogo incantevole con vista mozzafiato sulla città eterna. Abbinato ai piatti di Francesco Apreda ha mostrato tutta la sua versatilità superando una prova non poco difficile. La cucina di impronta mediterranea con decise contaminazioni orientali, tra Giappone e India, soprattutto nell’uso di spezie alquanto invadenti.
Il Blanc de Blancs 2006 ha mantenuto il suo appeal elegante e sinuoso, senza mai sovrastare, né indietreggiare, tenendo costantemente il passo in un gioco di intesa molto affascinante. Ed ecco che il tema della volupté ritorna. Così come nell’assaggio dello Champagne, cristallino e solare, deciso nei toni minerali, eleganti le note agrumate di mandarino e fiori di gelsomino. La sensualità sta tutta nel sorso, sinuoso, leggiadro e vibrante, finissimo il perlage, delicatamente cremoso. Si intuisce la padronanza della tecnica utilizzata sia in vigna che in cantina, ma è l’aspetto emotivo e passionale a prevalere ed a lasciare un ottimo ricordo.
Champagne Blanc de Blancs 2006 Bruno Paillard

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