Se l’Amarone somiglia al Valpolicella Superiore

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“Questo Amarone somiglia a un Valpolicella Superiore”. L’ho sentito dire più di una volta nella sala degustazione riservata alla stampa all’Anteprima dell’annata 2014 dell’Amarone. L’ho scritto anch’io, a mo’ di promemoria, su un paio delle mie prime note d’assaggio. Soprattutto sul primo vino che ho avuto nel bicchiere, che ho poi scoperto essere l’Acinatico di Stefano Accordini. Che ho inserito nella lista dei cinque vini che consiglio. Una contraddizione? Per niente. Semmai la contraddizione è un’altra.

Non è l’Amarone del 2014 che somiglia in certi casi (e sono i più felici, si badi) al Valpolicella Superiore. È il Valpolicella Superiore degli ultimi vent’anni che troppe volte somiglia all’Amarone. Perché dell’Amarone modernista riproduce gli eccessi, e dunque l’alcol, il tannino, il muscolo, la concentrazione, lo zucchero, magari forzandoli con l’utilizzo della tecnica del ripasso sulle vinacce dell’Amarone. Eccola qui la contraddizione, quella vera.

Se c’è una cosa che spero che in Valpolicella ci si porterà dietro come memoria storica e culturale della meteorologicamente infelice estate del 2014 e della conseguente vendemmia è che si può fare a meno della potenza, che per mettere in rilievo il frutto si può lavorare sulla freschezza e sulla sapidità invece che sullo zucchero. Che si può guardare senza timori alla storia valpolicellese e alla sua matrice classica. Che non si deve per forza sempre inseguire lo stile modernista.

Ben venga l’Amarone che somiglia al Valpolicella Superiore, e ben venga il Valpolicella Superiore che somiglia alle terre della Valpolicella.

Insisto, l’Acinatico del 2014 è uno di quei vini che segnano una sorta di linea di demarcazione tra classicità e modernità. Credo sia interessante studiarselo bene. Sulla tavola, mica nelle aule.

Amarone della Valpolicella Classico Acinatico 2014 Stefano Accordini
(89/100)


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1 comment

  1. Max Cochetti Rispondi

    Sempre stato uno dei miei Amarone preferiti, con un’eleganza che è abbastanza una mosca bianca in quelli che assaggio. Ovviamente 2014 mi manca ancora 🙂