L’Acquolina, e il (giusto) gioco di parole è troppo facile

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Sul sito internet il locale si presenta come “l’unica stella Michelin di pesce a Roma”. Chiaro che lì fanno pesce, ed è pesce di mare. Ciò premesso, be’, lo fanno benissimo. Anzi, diamo un nome all’autore dei piatti: a prepararlo, il pesce, è Alessandro Narducci, che ha una mano così personale e sicura che fai fatica a credere che sia un giovanotto classe 1989. Del resto, di gavetta e di strada se n’è messe sulle spalle parecchie, e un bel po’ di cammino questo giovane chef, prima al Convivio e ora qui all’Acquolina, l’ha percorso accanto ai Troiani, maestri di ristorazione.
Dicevo della personalità del giovin cuoco. Be’, la si avverte ad esempio nella fantasmagorica sequenza degli “assaggi dal mare” del crudo, proposti ciascuno in un apposito impiattamento, composto poi in forma geometrica sul tavolo. Oppure nella sua maniera di proporre il delizioso – assolutamente delizioso – polpo “scordato” con rucola, mela, lamponi e la sua maionese. Nella sapidità decisa, ma avvincente della carbomare, con uova di pesce San Pietro, parmigiano reggiano e “guanciale” di pesce. Nella scenografica, elegante “panzanella come a Roma” del tataki di ricciola.
Insomma, bravissimo. Così com’è disponibilissimo a parlare con gli ospiti a fine cena.
Sappiate che ogni piatto viene proposto in doppia versione, quella “piena” e quella per l’assaggio, a prezzo e volume più contenuti.
Bella carta dei vini, con qualche ricarico magari un po’ altino.
Acquolina Hostaria in Roma – via Antonio Serra, 60 – Roma – tel. 335 5248654

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