La Silly Sour Ale e la beva salata

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Lo so, lo so che quando si parla di sour ale gli addetti ai lavori del mondo brassicolo cominciano a discutere a più non posso, ché la categoria è così ampia e così vasta che si rischia di nomn finirla più col discutere che cosa sia effettivamente acido e cosa no. Ma non è mioca colpa mia se mi piace la sour ale della Brasserie de Silly, Belgio. Che oltretutto ha una di quelle etichette che mi vien voglia di comprare la bottiglia senza neppure sapere cosa c’è dentro.
Ebbene, dentro c’è una birra che più che acidissima ho trovato salatissima. Piacevolmente salatissima, roba che ne bevi a secchi.
Color buccia di castagna, un bruno tendente al rossiccio.
Regala ricordi di ciliegia (dovrei dire magari succo di ciliegia?), di mela verde, di uvetta passa anche, di caramello, e poi c’è il malto che attraversa la bevuta.
Ok, lo so che non è la potenza il suo punto di forza, ma io l’ho trovata gradevolissima e appena posso me la ricompro.
Silly Sour Ale Brasserie de Silly
(87/100)

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