La sicurezza, quella del tappo a vite

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La lettera l’ha scritta un lettore che sta in Oregon, Stati Uniti. La lettera è pubblicata su Wine Spectator. Cerco di tradurla, e credo si commenti da sé. Dice: “Sono un grosso sostenitore del tappo a vite nei confronti del sughero. Un recente esperimento spiega perché. Compro una bottiglia di un Pinot Nero dell’Oregon da 50 dollari (annata 2010), e un paio di anni dopo abbiamo a cena alcuni famigliari e amici. Apro il Pinot Nero a, dopo aver riempito il bicchiere a tutti, scopriamo che sa di tappo. Così, non solo ho speso dei bei soldi, e ho aspettato un po’ di anni per un’occasione speciale, ma ho anche avuto la frustrante esperienza che tutti hanno annusato un vino che sapeva di tappo. Sono finiti nel lavandino i soldi e il piacere atteso di un buon Pinot Nero. Non ho ancora avuto una brutta esperienza col tappo a vite e senza avere una prova contraria comprerò ogni giorno un “sicuro” tappo a vite piuttosto di un “romantico” tappo in sughero.
Dicevo che si commenta da sé, questa lettera, e dunque non serve aggiungere altro (e in ogni caso io la penso alla stessa, identica maniera): fuori da questa nostra Italietta, il tappo in sughero è visto più come un problema, che come un pregio. Non so quando i nostri produttori vorranno metterselo (finalmente) in testa.

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1 comment

  1. Luciano Pavesio Rispondi

    Condivido appieno il pensiero straniero!!!