La salvezza è nel vaso di gerani

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Lo ammetto, l’ho fatto più volte. Di cercare un vaso di gerani. O di altre specie botaniche. Meglio in vaso grande, meglio se un po’ ai margini del giardino, del terrazzo, della sala da pranzo. Per svuotarci il bicchiere. Sono stato costretto. L’ho fatto per causa di forza maggiore. Perché il vino era imbevibile, ma mica potevo offendere i padroni di casa dicendogli che mi avevano versato una robaccia. Ugualmente, è evidente che la robaccia mica potevo bermelo, no?
Così mi ci sono avvicinato al geranio senza dare nell’occhio, portando di tanto in tanto il calice alla bocca come se stessi bevendo. Poi, quando sono stato sicuro che nessuno mi vedesse – zac! – con la massima rapidità ho versato l’intruglio nella terra del vaso. Serve un colpo di polso deciso. Amen.
A quel punto, però, c’è un rischio. Che il padrone di casa vedendoti col calice vuoto te ne voglia versare dell’altro, ignaro del fatto che il suo geranio potrebbe affogare nel vino. Consiglio pertanto una variante strategica. Consiste nel continuare a girovagare con il calice in mano, pieno, fingendo di tanto in tanto di sorseggiare il vino, e poi passare a irrorare il geranio solo alla fine. Certo, in questo modo avrete sofferto la sete tutta la sera, ma non sarete stati costretti a ingurgitare una sozzeria. E vi par poco?


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