La rivincita del pinot meunier (con quattro consigli)

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Pare siano appena una trentina sui sedicimila totali. Sono gli eroi del pinot meunier. Quelli che fanno Champagne utilizzando solo o quasi solo la “terza uva” del territorio, quella giudicata meno “nobile” rispetto allo chardonnay e al pinot noir. Eppure oggi è il momento del meunier, perché il suo essere varietà tardiva rispetto alle altre due del trittico maggiore della regione champenoise lo rende adattissimo ad affontare il cambiamento climatico in corso.

A me gli Champagne a base di pinot meunier piacciono un sacco. Hanno, in particolare, un tono che adoro di nocciola fresca, appena raccolta nel bosco. In più, una sapidità e una freschezza piuttosto nette, ed è quel che cerco in un vino con le bolle. Sono anche vini sornioni, che sembrano semplici, magari perfetti solo per l’aperitivo, e invece in tavola sorprendono e stanno bene con tante portate, compresa la carne alla griglia, perfino una costata ai ferri, come ha recentemente sottolineato Le Figaro, e io son d’accordo e lo sono sempre stato.

Per chi volesse avvicinare il meunier, consiglio quattro vini, a diversi livelli di prezzo, due più “abbordabili” (uno anzi economico), due più “impegnativi”.

Champagne Tradition Brut J. Charpentier. Lo bevo da anni per due motivi. Il primo è il prezzo, ché on line in Francia lo si trova intorno ai 20-21 euro (in Italia viene sui 30). Il secondo motivo è che costituisce un aperitivo perfettissimo e puoi continuare a bertelo in tavola con totale nonchalance. Meunier con un saldo piccolissimo di pinot nero. (90/100)

Champagne Brut Reserve Vieilles Vignes Francis Orban. Ua passionaccia recente, me ne sono bevuto in primavera un paio di bottiglie splendide. Il carattere mascherato del meunier (è solo meunier) c’è tutto, perché pare bonario e placido e invece dopo il primo sorso non resisti alla sua sapida e gustosa indole agrumata. Lo si trova anche sotto i 30 euro. (92/100)

Champagne Brut Les Vignes de Vrigny Egly Ouriet. Si può coniugare la densità del sorso con l’eleganza tattile? Certo che si può, e il Vignes de Vrigny lo conferma e lo sottolinea. La traccia di agrumi è netta, succosa e rinfrescante, intersecata da ricordi officinali e da una speziatura sottilissima e intrigante. Tutto meunier. Lo si acquista sui 70 euro. (90/100)

Champagne Extra Brut Les Barres Chartogne Taillet. Vecchie vigne di pinot meunier a piede franco. Una rarità. Ovvio che il prezzo si alza, sui 70-80 euro. Non lo stapperei per l’aperitivo, anche se una buona bolla è buona sempre. Preferisco pensarlo in tavola, col cibo. Fiori, pasticceria, agrumi, e una bolla finissima. Perfino un che di minerale. (94/100)

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1 comment

  1. Lanegano

    Consiglio vivamente anche il solo Meunier di Francis Boulard.

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