Se la politica ammette che il vino è uno stile di vita

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Il vino è inseparabile dalla nostra arte di vivere“. Che bella quest’espressione, ed è ancora più significativo che a pronunciarla sia una delle figure di spicco del mondo politico. Francese.

Le parole sono del presidente francese Emmanuel Macron. Sono leggibili sul suo profilo Linkedin, pubblicate il 7 gennaio, la data in cui La Revue du Vin de France l’ha premiato per il suo impegno a favore del vino e della viticoltura. “Il vino – scrive monsieur le président – plasma i nostri paesaggi. Le vigne rendono la Francia più bella, danno alle nostre regioni un’identità singolare, una firma“. Sì, è bellissimo che una delle massime autorità pubbliche del mondo intero faccia delle affermazioni del genere. Del resto, la Francia è il paese che conferisce la legion d’onore ai cuochi, è il paese che ha portato il prestigio del vino a livelli assoluti.

Certo, anche di là dalle Alpi non sono tutte rose e fiori, e in molte zone i vignaioli stentano, le tasse di successione sulle proprietà viticole di certe aree sono un capestro, in più c’è una legge, la Evin, che assimila il vino agli altri alcolici e ne azzoppa la promozione. Inoltre hanno avuto la rogna dei dazi americani imposti da Trump e poi, come da noi, le ricadute della pandemia. Però che meraviglia sentire il presidente della Repubblica francese affermare queste cose: Il vino è inseparabile dalla nostra arte di vivere, l’arte di essere francesi. Le bollicine che celebrano il successo, il calice di vino che permette di incontrarsi, l’abbinamento perfetto con piatti che esaltano un pasto gourmet… Il vino è il più bel vettore di convivialità! Con moderazione!”

Lo fa mentre annuncia un intervento straordinario del governo, la terza rivoluzione agricola: “Non ci siamo limitati – ha scritto – ad affrontare l’emergenza, abbiamo voluto costruire soluzioni sostenibili per garantire il futuro di questo gioiello che è la viticoltura francese. Per affrontare i pericoli naturali, il ministro dell’Agricoltura presenterà la riforma dell’assicurazione delle coltivazioni agricole al Parlamento questo mese. Un nuovo sistema più equo, più accessibile e più efficiente, accessibile a tutti gli agricoltori.Per affrontare il riscaldamento globale, che è una grande sfida per i nostri viticoltori, ho voluto che il piano Francia 2030 includa un’importante componente agricola“.

Come dicono loro, chapeau! Però mi piacerebbe che il nostro presidente Mattarella o il premier Draghi facessero simili dichiarazioni pubbliche. Riconoscessero al vino e all’agricoltura e anche, aggiungo, alla ristorazione, quel ruolo di traino del sistema economico italiano che il vino e l’agricoltura e la ristorazione svolgono senza che sia riconosciuto apertamente. L’Italia vive di turismo, e dunque di arte, di cultura, di vino, di agricoltura, di cucine. Se investissimo un po’ meglio e un po’ di più su questi elementi, se ci credessimo un pochino di più? La ripresa e la resilienza dell’Italia passano anche da qui. Posso dirlo? Forse soprattutto da qui.


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1 comment

  1. Graziano

    Draghi è già uno che parla poco Mattarella le dice ma molto lentente, e il presidente francese è in campagna elettorale. Ma va bene va
    bene fin che sono belle parole