La lattina del rosé (ma che bella che è)

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Paper Planes è un brand californiano del vino. Significa letteralmente “aeroplani di carta”. Fa solo rosé. Da uve di pinot nero, solo pinot nero. Nella Russian River Valley, nella Sonoma County. Fermentazione in legno “neutro”. I proprietari del marchio, Laura e Kyle Gabriel, raccontano di essersi incontrati in una scuola di cinematografia a Boston. Sei anni dopo, fatta esperienza nell’ambiente della musica e del cinema a Los Angeles, hanno avviato una sottoscrizione – con il crowdfunding – per lanciare la marca Paper Planes. Nel 2014 la prima uscita: poco più di 2.200 bottiglie. L’annata 2017 è stata commercializzata in meno di 6 mila bottiglie. Sul sito aziendale erano in vendita a 26 dollari l’una, ma sono esaurite, sold out come dicono loro.

Le bottiglie. Quel che ho scritto qui sopra vale per le bottiglie del Paper Planes, intendo.

Poi c’è un’altra linea, lanciata nel 2018. Si chiama Flight School, la scuola di volo. Ancora rosé, ancora da uve di pinot nero. Con aggiunta di un po’ di anidride carbonica. Ma non sono mica bottiglie. Queste sono lattine. Lattine da un quarto di litro. Molto belle, molto fashion. Vendute in scatole di cartoncino – molto belle, molto fashion anche quelle – che contengono quattro lattine ciascuna. Sono 28 euro a scatola. “Perfect for just you or to share with all your friends”, dicono sul sito.

Ecco, io davanti a queste cose mi levo il cappello. Bravi. Anche se temo che qui da noi saranno in pochi a essere d’accordo con me, io credo che iniziative come queste facciano un gran bene al vino. Perché lo sdrammatizzano e avvicinano nuovi bevitori, che magari al vino non erano neppure minimamente interessati. Solo che queste cose le puoi fare là da loro, in America. Da noi no, da noi anche offrire un calice di rosé è ancora visto come qualcosa di anomalo, e figurarsi se il rosé fosse in lattina.


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