La (grande) bellezza dei rosé in dicembre

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Ecco, articoli così mi piace che vengano fuori. Articoli come quello di Fabio Pracchia in data 1 dicembre su Slowine. “Think Pink o Drink Pink?” s’intitola, e parla di rosé. Ecco, il il fatto che il primo di dicembre si parli di vini rosati mi piace proprio. Perché questa qui è la stagione giusta per chi davvero sa godersi un rosé.
Sì, certo. un vino rosa lo si beve volentieri con la calura estiva, d’accordo. Ma i rosati seri, affermo spudoratamente, quelli sono strepitosi quando viene l’inverno, quando cominciano a riporre l’esuberanza giovanile tuttifrutti e  imboccano la strada dell’austerità speziata. Spettacolari diventano, altroché. Alla faccia di chi li ritiene mezzosangue.
“Il colore in grado di esaltare la leggerezza gustativa, la sapidità e la grazia aromatica è proprio il rosa”, scrive Fabio. Sono d’accordo, e aggiungo anche e soprattutto il rosa che con la maturità comincia a virare verso la buccia d cipolla, verso il dorato a tratti. Allora sì – dico io – che un rosato serio ti prende e ti fa cambiare idea sul vino, altroché.
“Quest’anno – scrive Pracchia – porto ancora nel cuore i due assaggi in rosa che mi hanno folgorato. Si tratta del Cerasuolo d’Abruzzo 2015 di Emidio Pepe e il Vinudilice 2015 dei I Vigneri di Salvo Foti. Entrambi i vini hanno rappresentato ciò che nel vino mi è caro. Levità, sapore, armonia e forza sapida che chiama un altro bicchiere”. Ecco, mi sento di aggiungere un consiglio: questi due vini riprovateli ora, in dicembre, durante le feste di Natale. Vedrete.
Sì, lo ribadisco, mi piace che si parli di rosé in dicembre, e che li si beva anche. Io li bevo.


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