La determinazione premia, il Rosé di Fattoria Sardi

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Mi piacciono le persone determinate, non quelle cocciute. Intendo quelle che si fissano un traguardo e vanno avanti verso l’obiettivo, certo, ma quando serve hanno la pazienza e il coraggio di correggere la rotta, perché quel che conta è arrivare, non quanta strada si debba compiere e quanto tempo ci si debba impiegare.

Credo che alla Fattoria Sardi la pensino così, o quanto meno che in questa maniera agiscano. Non li conosco di persona, Mina Samouti e Matteo Giustiniani, i titolari. Lei di origine greca, lui fiorentino. Si sono conosciuti a Bordeaux, perché entrambi avevano in mente una carriera nel vino. I percorsi di vita li hanno uniti. A Lucca hanno preso a gestire l’azienda della famiglia di lui e da subito si sono messi in mente un’idea che solo una manciata di anni fa poteva sembrare strampalata, quella di dedicarsi al rosé.

“Per un’azienda toscana – scrive lei sul sito aziendale -, la scelta di produrre principalmente rosé è inusuale ma la migliore nel rispetto del terroir della nostra azienda. Infatti, condividiamo con la Provenza, la Corsica e la Liguria l’alto mar Tirreno che dona un clima unico, perfetto per la produzione di vini rosati, freschi, sapidi e spesso longevi”. Così hanno pensato da subito, e mi ricordo i primi tentativi. Che non mi convinsero del tutto. Vini ben fatti sotto il profilo enologico, chiarissimi nella tonalità, ma non del tutto, compiutamente, rosa nel carattere.

Il fatto è che riguardo ai vini rosa io sono un testone. Lo ripeto da sempre, un vino rosa non deve somigliare né a un bianco, né a un rosso, e deve venire da uve mature, allevate nella maniera dovuta e raccolte al momento giusto per fare vino rosa, né troppo presto, né troppo tardi. Gliel’ho anche scritto, privatamente, dopo aver assaggiato i vini che mi hanno gentilmente fatto avere qualche volta. Mi hanno sempre ringraziato per il parere che davo loro, anche se non poteva del tutto gratificarli. Ora si sono fatti vini di nuovo, e mi hanno convinto.

Il Rosato di Toscana del 2019 è decisamente riuscito. Ha l’indole del vino rosa, infatti. La croccantezza del frutto, il tocco salino, la freschezza prorompente, il finale asciutto, il tannino maturo, insieme. Usano uve di sangiovese, che è una brutta bestia se ci si vuol ricavare un rosé, e ne correggono la terragna vocazionalità con qualche po’ di uva bianca. Essendo un vino a igt lo possono fare e lo fanno bene, come i francesi della Provenza, che hanno la medesima chance da giocarsi. Le varietà utilizzate nell’ultima annata sono infatti tre quarti di sangiovese, un quindici per cento di vermentino e un saldo di syrah, che mi pare una scelta interessante, stante la spezia piccante che può dare. Ne esce un bellissimo vino da aperitivo per l’estate. Me lo sono bevuto di gusto.

Toscana Rosato Rosé 2019 Fattoria Sardi
(90/100)


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1 comment

  1. Franco Ziliani Rispondi

    Mi fa piacere che anche tu abbia scoperto l’eccellente qualità dei rosati della Fattoria Sardi Giustiniani. Io l’ho fatto 6 anni fa…
    https://www.cucchiaio.it/vino/igt-toscana-rosato-fattoria-sardi-giustiniani-2013/