La Cuvée Caroline di Clos Cibonne, un grande rosé

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Se il Côte de Provence Tibouren “tradizionale” di Clos Cibonne è uno dei miei rosé di riferimento, capace di affinarsi e invecchiare a lungo, arricchendosi via via di spezie e facendosi sempre più complesso, e la Cuvée des Vignettes, proveniente da vigne più che cinquantenni, è un esempio notevolissimo dell’eleganza che può connaturare il rosé, avevo qualche timore ad affrontare il terzo vino in rosa fatto da quest’azienda, la Cuvée Prestige Caroline.

I dubbi provenivano dal fatto che questo terzo rosé viene vinificato e affinato in barrique da trecento litri e il mio timore era che il legno in qualche modo finisse per condizionarne il quadro. Anzi, devo ammettere che un assaggio del vino del 2017, effettuato appena dopo l’uscita sul mercato, mi aveva reso ancora più inquieto, perché il legno – perbacco – si avvertiva davvero, anche se non in modo prevaricante. Tuttavia, avevo l’impressione che fosse un qualche cosa di passeggero e che ci fossero, nel vino, una sostanza e una grazia tali da superare quella che ero abbastanza convinto si trattasse soltanto di una fase di transizione.

Ebbene, era proprio così, perché ribevuto oggi questo rosé provenzale è spettacolare e finissimo, e il vino ti rimanda in continuazione, e in successione infinita, i fiori, le rose, i fruttini, gli agrumi, le erbe mediterranee e le spezie orientali. Ecco, sì, il rosé può arrivare a traguardi del genere.

Ah, dimenticavo. In questo caso, il colore non è evanescente come la stragrande maggioranza dei rosé provenzali, ma ha invece una tonalità più matura e, pur non essendo cupo, tende all’aranciato,

Côte de Provence Cru Classé Tibouren Cuvée Prestige Caroline 2017 Clos Cibonne
(96/100)


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