Per la colazione meglio bere Prosecco (e Bardolino)

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Dopo le polemiche che ne sono scaturite, la storia del Guardian e del suo articolo sul Prosecco che fa male ai denti è già caduta nel dimenticatoio. Adesso in Inghilterra il Prosecco è pienamente riabilitato, tant’è che si consiglia di berlo perfino al breakfast, a colazione. Lo fa l’Independent, con un pezzo di Kashmira Gander titolato “Why we should drink wine at breakfast“, perché dovremmo bere vino a colazione.

Allora, capiamoci: quella di un calice di vino a colazione non è una cosa così tanto irrituale, e non solo perché – dice la giornalista – il vino a colazione è “totalmente accettabile in Francia, Italia e Spagna” (non ne sono così convinto, ma vabbé), bensì perché ormai nei grandi alberghi votati all’accoglienza della clientela internazionale un paio di bottiglie di vino sul buffet mattutino ci sono sempre, e vengono utilizzate con le sostanziose mangiate che si fanno i viaggiatori anglosassoni, mitteleuropei e scandinavi.

Ciò detto, qual è il vino che gli inglesi vogliono per la loro colazione?

Robin Copestick, della distribuzione Copestick Murray, suggerisce che “il primo vino della giornata” sia “il Prosecco e gli sparkling wines”, mentre Andrea Briccarello, sommelier e wine buyer del gruppo Galvin Restaurants, che ha locali a Londra ed Edimburgo, propone il Lambrusco di Sorbara, il Riesling tedesco della Mosella, i rossi leggeri come il Gamay oppure il Bardolino, servito freddo, ipotesi, questa, che (ovviamente) mi trova del tutto concorde, perché il Bardolino va bevuto non caldo, intorno ai 14-16 gradi, alla faccia di chi ancora pensa che la “temperatura ambiente” per i rossi equivalga a quella del brulè. Amen.

Ok, Prosecco pienamente riabilitato, Lambrusco di Sorbara promosso, Bardolino nel ruolo di outsider. Yuppi!


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