La China Calisaja nel paese del Carducci

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Mettiamo che vi proponga una gita a Castagneto Carducci, Toscana. Secondo voi, qual è il motivo per il quale vi rivolgo questo suggerimento?

Potreste rispondere per il vino, perché Castagneto Carducci è il comune che ricomprende la frazione di Bolgheri, e lì ci fanno dei capolavori dell’enologia italica, e la mia risposta sarebbe: “Sì, ma non solo”.

Allora potreste aggiungere per il poeta. Insomma, per onorare la memoria di Giosue Carducci, cui il paese è intitolato, e la mia risposta sarebbe nuovamente: “Sì, ma non solo”

Dunque, devo spiegare l’arcano, ed è subito fatto: l’idea di un salto fino a Castagneto Carducci ve la lancio per farvi conoscere la Premiata Fabbrica di Liquori Emilio Borsi, che sta proprio nel centro storico. Piccolissima. Fa cose buone, davvero tanto buone.

Liquori d’antan, come l’Elixir China Calisaja, che è strepitosa, credetemi, fatta con le cortecce di china importate direttamente dall’Ecuador, ripulite e battute a mano col pestello nel mortaio per un sacco di ore (l’ho visto, il mortaio, e ho provato il pestello, che fa venire il mal di braccio) e poi poste a macerare nell’alcol e dopo l’infuso riposa nelle botticelle di rovere.

Oppure il Gran Liquore del Pastore, che invece vira al dolce, perché è fatto con vaniglia, limoni e un po’ di latte e si usa soprattutto nelle gelaterie e nelle pasticcerie. O ancora il Liquore Amarancia, per il quale si adopera la buccia dell’arancia amara, coltivata direttamente: ce n’è una versione un pochino più amabile, perché c’è un po’ di latte, ed è molto buona, e un’altra che va decisamente verso la nota amaricante, da applauso a scena aperta. Oppure il Liquore Genziana Lutea, che è per chi l’amaro lo vuole deciso, ma proprio deciso.

Tutte produzioni limitate. Tutta lavorazione manuale. Tutto equilibrio e misura e finezza. Tutta intelligenza e abilità. Chapeau.

Ringrazio il destino che m’ha fatto incrociare questa micro-liquoreria mentre passeggiavo per Castagneto. Venne fondata nell’Ottocento. Emilio Borsi era il farmacista del paese e si mise a fare liquori. Probabilmente anche a scopo medicamentoso, ché la china serviva anche contro la malaria, allora, e in Maremma la malaria era endemica. È stato nel 1992 che l’aziendina ha preso nuovo impulso, quando l’hanno rilevata dall’ultima erede Anna Maria Costa e suo marito Nicola Perrella, che venivano da Milano e si son messi a far liquori in questa botteguccia. Dunque, nuovamente ringrazio il destino che ha consentito questo miracoloso passaggio di mano, ed è stato un passaggio che ha rinverdito la tradizione con assoluto, totale rispetto dell’artigianalità originaria, anzi, direi perfino amplificata. Favoloso.


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1 comment

  1. lorenzo Rispondi

    Una delle tante eccellenze di Castagneto Carducci. Un tallone di Achille per la Martini che tanti anni fa tentò inutilmente di rilevarla. Sono ghiottonerie che ben si accompagnano alla cucina tradizionale di questo paese che non esito a definire “non comune”.
    Ricette classiche https://fancel.blogspot.com/p/blog-page_26.html