La bellezza di un rosé a bordo piscina, senza pregiudizi

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Sapete chi sono Marvin R. Shanken e Thomas Matthews? Sono i grandi capi di Wine Spectator. Firmano insieme l’editoriale di presentazione di ogni numero della rivistona americana. Le loro parole contano, eccome se contano. Per questo sono rimasto a bocc’aperta leggendo l’apertura del numero di maggio, che ha nell’abbinamento cibo-vino il proprio tema portante.

Ebbene l’editoriale si apre così: “Un vino può essere magnifico per conto suo – chi non si è goduto un bichiere di un rosé ghiacciato accanto alla piscina? E per una rigorosa analisi, è meglio studiare un vino in isolamento dalle distrazioni sensoriali. Ma il vino è davvero a casa sua quando è in compagnia del cibo.” Eccetera.

Non è l’eccetera che mi interessa, e neppure la questione, che pur condivido, del vino che sta bene col cibo. Mi interessa il fatto che per esemplificare la bellezza immediata d’un vino bevuto da sé, spensieratamente, i due abbiano citato il rosé. Loro due, i big boss della critica enoica mondiale, parlano del piacere di un rosé a bordo piscina. Senza snobismi, senza pregiudizi, senza esitazioni.

Sì, ne abbiamo di strada da colmare. Tanta.

 

 


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