Dopo il Jura toccherà alla Savoia

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La prima volta che organizzai una degustazione di vini del Jura fu più di quindici anni fa. Allora non eravamo in molti a bere vini del Jura, qui da noi, e ricordo le facce stupite dei miei compagni di bevuta che per la prima volta erano alle prese con i “vin de voile”. Poi il Jura è diventato di moda, la domanda è cresciuta in maniera molto forte e i prezzi sono schizzati in alto.

Adesso scommetto che “the next big thing”, la prossima novità del vino francese saranno i vini della Savoia. La Savoia è vicina al Jura e ha un’estensione di vigneti molto simile, meno di duemila ettari ciascuno. Fa soprattutto bianchi, per il settanta per cento all’incirca della produzione. Non ha macerazioni spinte o vinificazioni “col velo”, ma condivide col Jura le acidità spiccatissime, e anzi le ha anche maggiori. Sono vini di montagna, quelli della Savoia. Le uve? La mondeuse per i rossi, la jacquère maggioritaria per i bianchi e poi altesse, bergeron, chesselas e qualche altra varietà.

Ho voluto bere di nuovo due vini della Savoia che mi erano già piaciuti in passato. Come bianco ho scelto il Les Abymes Electrik di Philippe & Sylvain Ravier, cento per cento jacquère. Come rosso ho stappato il Sous Les Cedres del Domaine du Château de la Violette, cento per cento mondeuse. Entrambi dell’annata 2018, entrambi due stelle e coup de coeur dell’appellation per la guida Hachette, entrambi intorno ai 13 euro acquistandoli on line.

Bene, la freschezza si è confermata, come mi aspettavo (e come ho detto), il tratto distintivo per tutt’e due i vini. Una freschezza nervosa, affilata, dritta come una fucilata, eppure perfettamente integrata nell’indole floreale dei vini. Violetta e ciclamino per il rosso, fiori bianchi per l’altro, e in tutt’e due una traccia verde di erbe di prato alpestre che rinfresca ulteriormente il sorso. E poi la leggerezza, in tutt’e due, che li rende terribilmente facili e “dissetanti” da bere, così la bottiglia rischia di finire in fretta. Direi più centrato il rosso, un po’ più corto di quel che mi aspettavo il bianco, ma sono dettagli.

Sì, la Savoia sarà la nuova scoperta per molti fra coloro che vanno in cerca di vini che abbiano un chiaro carattere territoriale, e che non siano “le solite cose”.

Savoie Mondeuse Sous Les Cedres 2018 Domaine du Château de la Violette
(89/100)

Savoie Les Abymes Electrik 2018 Philippe & Sylvain Ravier
(87/100)


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