Insisto, Vinitaly escluda chi regala i biglietti

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Questa è una segnalazione che mi è arrivata via Facebook. C’è un’azienda extra-vino che ha messo in palio dei biglietti per il Vinitaly. Neanche tanti, solo due. “Vinci VINITALY 2018 con xxxxx! In palio 2 biglietti in omaggio per chi indovina questo quiz” dice l’annuncio sul social. Altro che ingresso riservato agli operatori professionali.

Alla fiera enoica veronese non ci sono solo spazi per il vino, c’è anche un’area dedicata all’olio e al cibo. Ecco, una delle aziende che espongono lì se n’è uscita con una mini-competizione via Facebook. Eppure le regole del Vinitaly, leggibili sul sito della fiera, dicono che “per il mantenimento dello standard professionale, Vinitaly è aperto esclusivamente agli operatori specializzati e maggiorenni”. Anzi, Veronafiere mette nero su bianco che “l’ingresso alle Manifestazioni è riservato agli operatori che appartengono alle seguenti categorie: GDO, grossisti import-export, rivenditori food, bar, ristoranti, hotel, catering, enoteche, wine bar, sommelier, enotecnici, produttori di enotecnologie, produttori di olio e vino, stampa specializzata, autorità, istituzioni”. Ma se i biglietti vengono messi in palio dagli espositori, chi è che garantisce che gli ingressi siano riservati “esclusivamente agli operatori specializzati e maggiorenni”?

Lo chiedevo un anno fa, sono tornato a domandarlo ieri, ci torno sopra di nuovo adesso: per il bene del Vinitaly, a salvaguardia di chi spende fiori di quattrini per farci uno stand e tentare di fare affari, a tutela dei visitatori professionali, che non possono lavorare in mezzo a chi entra per bere, Veronafiere disponga l’esclusione dalla manifestazione per le aziende che regalano i biglietti.

 

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