Il vino naturale non esiste (?)

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Come mio solito non sto a rincorrere la notizia. Nel senso che vorrei qui parlare di un evento svoltosi lo scorso 12 luglio al Padiglione Italia dell’Expo Milano. Gli è che non sono stato capace di far finta di niente, sono giorni che mi dico che devo scrivere qualcosa. Ecco allora un mio piccolo sfogo. Il quel fatidico giorno si è tenuta una kermesse dall’invitante titolo “Proviamo a definire il vino naturale… e innaturale”. Ottima occasione, mi dico. Poi vedo l’elenco dei partecipanti e cambio di umore. Angelo Gaja, Walter Massa, due produttori che però col naturale hanno poco a che vedere. Poi Oscar Farinetti, che come il prezzemolo non può mancare. Poi i professori Attilio Scienza e Vincenzo Gerbi, con il ministro Maurizio Martina a completare il cast. Al timone Helmut Köcher, ideatore del Merano Wine Festival.
Ma come? Con tutte le vituperate associazioni di produttori naturali che (secondo alcuni) “infestano” il Belpaese, non si è riuscito a chiamare uno straccio di straccione naturalista? Erano tutti in ferie? Oppure secondo gli organizzatori erano questi i più adatti a rappresentare la voce di chi cerca di produrre secondo criteri diversi dalla ortodossia?
Credo che raramente mi sia capitato di sapere di una conferenza così poco sensibile alla complessità del mondo del vino naturale. È come se la Monsanto invitasse all’assemblea degli azionisti solo Maule, Bea e qualche altro alternativo del vino.
Ho trovato poi interessante leggere che il più possibilista sia stato Gaja, anche se il suo apprezzamento può puzzare di marketing. Scienza e Gerbi si sono poi affrettati a sentenziare che non esiste il vino naturale. Nel senso che “naturale è tutto ciò che nasce e si sviluppa senza l’intervento dell’uomo. Nel caso del vino, che prevede comunque un minimo intervento dell’uomo, insomma di naturale ci sarebbe ben poco”. Soggiunge Gerbi che “il vino non è un prodotto naturale e farlo affidandosi alle fermentazioni spontanee è un modo poco sicuro di far il vino.”
Ovviamente non potrei essere più lontano da queste posizioni. Ma quello che più mi pare contraddittoria è la contrapposizione tra uomo e natura. Certo non sono titolato come i due famosi professori, ma vorrei che mi spiegassero perchè l’uomo non è natura. Secondo loro se l’uomo manipola l’uva per trasformarla in vino determina una “snaturalizzazione” del vino. Sarà anche così, ma mi sembra che la snaturalizzazione nasca dalla distruzione del paesaggio trasformato in monocoltura, dall’impiego massiccio di prodotti chimici. E poi continui con l’uso di lieviti industriali e di tanti altri prodotti che “aggiustano” il vino, con il ricorso a filtrazioni e a dosi di solfiti da mal di testa. Anzi, guardate, vi prego di non tentare nemmeno di convincermi, è meglio così. Per me (e penso per molti altri) il vino è e deve essere un prodotto naturale. Abbiamo quindi capito che si sta sempre più scavando un solco tra il naturale e l’umano. Con quest’ultimo che serve a nascondere l’industriale. No, il mio umano è naturale.

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5 comments

  1. GIORDANO Rispondi

    Tutto viene, più o meno, manipolato dall’uomo.
    Concretamente credo che non se ne viene fuori mettendo tutti d’accordo … “naturale” è semplicemente una parola che ognuno carica di valenze soggettive dettate da convenienza, convinzione, opportunismo, etc…

  2. Stefano Menti Rispondi

    D’accordo con te Mario.

  3. Dame Rouge Rispondi

    Rabbrividisco ancora.
    Ho visto tutte le interviste ai vari “partecipanti”.
    Se c’era tanta confusione adesso ne hanno creata di più.

  4. Cristian Rispondi

    In un evento in cui main sponsor sono Coca-Cola e McDonalds pensare di organizzare un incontro o anche solo una discussione da dopolavoro sul “naturale” è come voler mischiare acqua e olio. Patetico tentativo di giustificare le ragioni dell’industria alimentare.

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