Il tappo a vite? Sui rossi da invecchiare

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Tra i tanti pregiudizi verso il tappo a vite, quello a mio avviso più pericoloso è vederlo adatto per i soli vini giovani, e soprattutto per i rossi e i rosati. Non è così, e anzi io sono assolutamente convinto che il miglior utilizzo del tappo a vite sia per i vini rossi da lungo invecchiamento. Però c’è un problema, ed è quel che si aspetta chi beve un vino rosso lungamente invecchiato. Io mi aspetto che resti il frutto, ma c’è chi trovando il frutto integro in un rosso invecchiato si trova in difficoltà.
Della faccenda parla Harvey Steiman su Wine Spectator, che racconta delle “rivelazioni” che gli sono pervenute da una verticale di dieci annate dei Willamette Valley Three Vineyard della Chehalem, in tappo a vite ovviamente. L’azienda è sulla costa americana del Pacifico. Il suo patron è Harry Peterson-Nedry, che nello screw cap ci crede non solo per evitare i sentori di tappo. Anzi. Perché è convinto che il vino sta meglio.
Steiman ricorda che gli assaggiatori più esperti a volte si lamentano che i vini chiusi col tappo a vite con sviluppano col tempo quei profumi e quelle note aromatiche che si aspetterebbero. Dicono che i vini non cambiano mai. Restano semplicemente giovani e fruttati.
“E vi par poco?”, mi verrebbe da dire. Ma, si sa – l’ho detto sopra – i pregiudizi son duri a morire.
“La teoria di Peterson-Nedry, ed io concordo con lui – spiega Steiman – è che chi beve molti vini invecchiati si aspetta che dominino le note ossidative di tostato o di nocciola, per non dire della presenza del pellame o del selvatico che proviene dal brettanomyce. Si aspettano che il frutto sia diminuito. Non si fidano dei vini invecchiati che siano ancora brillanti, coi loro profumi di frutti di bosco, di ciliegia e di prugna”.
La questione è esattamente questa qui. Cosa ci si aspetta da un rosso che invecchia? Che decada, che involva? Allora prendete il sughero. Se volete un frutto che duri nel tempo, a mio avviso è meglio il tappo a vite.
E comunque “nella mia esperienza – sostiene Harvey Steiman -, i vini invecchiati in tappo a vite sviluppano esattamente le stesse tracce aromatiche di quelli sotto un perfetto tappo di sughero, uno che chiuda completamente”. Il problema è proprio questo, semmai, trovare tappi di sughero che chiudano perfettamente, e – aggiungo io – che magari ce ne sia più d’uno che chiude alla stessa maniera. Normalmente non chiudono perfettamente, e dunque il paragone non regge.

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