Granit, il gin bavarese del granito

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È il momento del gin. Se ne trova ormai un’offerta notevolissima. L’ultimo arrivato in Italia è un gin tedesco. Bavarese. È il Granit Bavarian Gin prodotto dalla Alte Hausbrennerei Penninger, attiva da più di cent’anni, e distribuito ora qui da noi da Venegazzù. È vincitore del Best Traditional Style Gin Award 2016, a Londra. Benvenuto.
Il Granit un gin bio nato nel 2014 dalla reinterpretazione dei classici distillati di ginepro che Penninger realizzava ormai da mezzo secolo. La tradizione reinterpretata. E infatti da un lato il ginepro è saldamente protagonista e dall’altro il bouquet viene arricchito dalle numerose essenze botaniche utilizzate. Sono ventotto le erbe e le radici che adopera la distilleria Penninger. Ci sono per esempio il limone, lo zenzero, il cardamomo, il coriandolo, il pepe nero e poi una serie di erbe bavaresi, tra cui la melissa, la liquirizia, la radice di genziana, la radice dell’orso.
Ah, poi si chiama Granit perché il granito c’entra. La filtrazione fisica avviene col granito, appunto (viene da Hauzenberg, storica località di cavatori, nella foresta bavarese). E un cubetto di granito è appeso, simbolicamente, al collo della bottiglia: si può mettere in freezer per farlo raffreddare, usandolo poi come una sorta di cubetto di ghiaccio, senza però diluire il distillato.
Ordunque, nel bicchiere.
L’impatto olfattivo è notevolissimo, con quella sua immediata, avvolgente complessità officinale. Al palato prevale invece, come dicevo, il ginepro, secondo la scuola bavarese, intersecato però piacevolmente da una rinfrescante vena piccante dello zenzero e del pepe e da una sottile speziatura di cardamomo. Il finale è morbido.
Granit Bavarian Gin Penninger
(87/100)

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