Che grande Champagne! Les Beaux Regards

bereche

Tre date: la vendemmia “base” è quella del 2008, la sboccatura è stata eseguita nel novembre del 2011, io la bottiglia l’ho stappata nel settembre del 2017. Si tratta di uno Champagne. È Les Beaux Regards della maison Bérêche et Fils. Una delle più buone bottiglie di bolle francesi che abbia bevuto negli ultimi anni.

La bottiglia l’avevo dimenticata in un angolo umidissimo della mia cantina, tant’è che l’etichetta era ormai devastata. Però la controetichetta si leggeva bene, e l’umidità ha consentito una perfetta tenuta del tappo, cosicché le tracce ossidative (dovrei dire evolutive?) erano davvero ridotte al minimo, davvero.

A questo proposito – a proposito delle tracce ossidative, intendo – devo ammettere che in genere non mi piace stappare Champagne lontani dalla data di sboccatura. Mi piace l’agrumata, tagliente, vibrante, nervosa percezione delle bollicine non lontanissime dal dégorgement. In più, in genere preferisco il pinot noir e forse più ancora il pinot meunier, e invece questo vino è solo chardonnay (faccio fatica ad andarci d’accordo), assemblaggio di due parcelle del premier cru di Ludes: Les Beaux Regards ha vigne pianta nel 1964, il Clos nel 1970.

Mi ha offerto il fruttino asprigno (l’uva spina, soprattutto), gli agrumi (il limone, il cedro, il mandarino), i fiori bianchi (il biancospino, mi verrebbe da dire). Sale, tanto sale. Una freschezza spettacolare. Un sorso appagante, e non smetti da riassaggiare, di bere di nuovo, finché la bottiglia è finita. E aveva l’agrumata, tagliente, vibrante, nervosa percezione delle bollicine (qui minutissime e però anche irrefrenabili) che piacciono a me (vedi sopra), pur essendo lontano ormai dalla sboccatura. Wow!

Nature, niente dosaggio.

Di questo Champagne nato dal vino “base” del 2008 vennero fatte 3411 bottiglie. Peccato che nella mia cantina fosse l’ultima.

Champagne Brut Nature Les Beaux Regards Bérêche et Fils
(96/100)

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