In gdo si vende un mare di vino, ma…

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Be’, 505 milioni di litri sono tanta roba. Ebbene, è il volume di vino che si è venduto nella grande distribuzione italiana nel 2016. Per un valore di un miliardo e mezzo di euro. I dati sono quelli forniti dall’Iri, l’istituto di ricerca specializzato nel canale della gdo. La ricerca sarà presentata al prossimi Vinitaly, ma intanto la fiera veronese ne ha resi noti i contenuti di sintesi.

La buona notizia è che le vendite dei vini a denominazione di origine sono cresciute del 2,7% in volume e del 4,4% in valore, arrivando a 224 milioni di litri venduti, che corrispondono grosso modo a 298 milioni e mezzo di bottiglie. A un prezzo medio però intorno ai 4,8 euro al litro, che vuol dire 3,6 euro alla bottiglia. I più venduti? Lambrusco (nelle sue diverse denominazioni), Chianti e Montepulciano d’Abruzzo.

La cattiva notizia è che crollano i vini non in bottiglia. Già, non è buona, e non ne faccio una questione qualitativa, perché è ovvio che sotto il profilo della qualità è meglio che si venda più vino in bottiglia. Non è una buona notizia dal lato sociale, perché – dico io – significa che la fascia di popolazione che acquista questi vini è sempre più povera, e non può più permettersi neppure il vino in cartone o in dama. Però quanto meno tra i formati differenti dalla bottiglia da 0,75 funziona il bag in box, che ha collocato 12 milioni di litri, in crescita dell’11,7%.

Ah, ultima nota, crescono bene i vini biologici, le cui vendite sugli scaffali dei supermercati italiani nell’ultimo anno sono salite del 25,7%, arrivando a 2 milioni e mezzo di litri piazzati. Che è comunque ben poca roba rispetto ai 505 milioni di litri totali.


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