Fulgeo 2017, il Greco Musc’ di Raffaele Guastaferro

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Raffaele Guastaferro è un animo nobile di Taurasi. Vignaiolo appassionato, cura e porta avanti un vigneto storico di infinita bellezza. Le piante centenarie svettano imponenti e un po’ disordinate in contrada Piano d’Angelo, a pochi metri dal centro del paese, come si usava fare tempo fa da queste parti. Alcune raggiungono i duecento anni e nel guardarle si resta affascinati e letteralmente senza fiato. Sono viti di aglianico, il vitigno che regna in questo areale ed è protagonista dell’ormai famosa docg.

Da queste parti il vino è da sempre un fatto di famiglia, la memoria storica del luogo e di quanti hanno preceduto chi vive oggi nel piccolo borgo dove ogni casetta ha la sua cantina pianificata per la vinificazione. Il Taurasi di Raffaele rappresenta una massima espressione di questo rosso importante e volitivo, e anno dopo anno, riesce a fare sempre meglio. Il suo importante motivatore e consigliere è stato Antoine Gaeta, a sua volta animo nobile del fiano di Montefredane, riconosciuto grazie a lui quale cru eccellente.

Da qualche anno in casa Guastaferro balenava l’idea di impiantare il greco musc’, il piccolo e antico vitigno a bacca bianca di Taurasi, recuperato e reso celebre per l’ottimo lavoro di ricerca e di vinificazione della famiglia Lonardo. Così Raffaele ha recuperato le marze da un vignaiolo taurasino che lavora per lui e impiantato con grande fatica una piccola vigna, così per cominciare a prendere confidenza, visto che è un tipino piuttosto difficile. Cinque ettari impiantati cinque anni fa e la prima annata ad uscire sul mercato è la 2017.

Questa degustazione è una assoluta anteprima. Fulgeo Greco Musc’ 2017, si mostra solare in tutti i suoi aspetti, luminoso alla vista, di grande energia sia nei profumi e soprattutto all’assaggio: è da poco in bottiglia, ma il suo esordio incuriosisce moltissimo e sa incantare. Nei profumi fa pensare delicatamente alle erbe aromatiche, come la salvia e la maggiorana, è poi gelso bianco e nespola, buccia di mandarino, ma anche anice stellato e pepe bianco – il sorso ha carattere, materico, avvolge e coinvolge, profondo, si racconta con generosità. Vuole tempo in bottiglia per distendersi, specie nelle note di freschezza ancora pungente, vibra di energia, si allunga lentamente sui toni sapidi per chiudere ricordando la mandorla appena amara.

Un ottimo esordio che conferma Raffaele Guastaferro un interprete entusiasta e competente dei vini di Taurasi.

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2 comments

  1. Annito Abate Rispondi

    Una novità che ha una storia di formazione che conosco bene: nasce, come bianco di casa, come Greco a denominazione anche garantita. Curato dal compianto, e qui citato, Antoine Gaita poco prima della sua prematura scomparsa, nelle annate successive si arricchisce anche di una quota di roviello bianco fino a diventare, oggi, un Greco Musc’.
    Marina, “talent scout”, un bell’articolo che arricchisce il catalogo delle eccellenze enoiche campane

  2. Marina Alaimo

    Marina Alaimo Rispondi

    Grazie Annito. Dietro la scelta di Raffaele c’è un impegno enorme e ancora oggi mi sorprendo a cogliere storie come questa, fatte di pura passione, tanto coraggio e pochi soldi.