La Cattiva Strada e il Prosecco del re del Cava

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Domanda facile facile: quali sono le tre denominazioni della spumantistica più famose al mondo? Risposta facile facile: lo Champagne francese, il Prosecco italiano e il Cava spagnolo. Ora, il fatto che Freixenet, il maggiore fra i produttori di Cava, si metta a vendere Prosecco, credo sia qualcosa di inimmaginabile anche solo una manciata di anni fa.

Oh, sì, se n’è fatto un gran dibattere negli ultimi tempi in rete sul Prosecco della Freixenet. C’è che sostiene che così gli spagniuoli ci scippano uno dei nostri brand di successo e chi invece afferma che, al contrario, è tutta pubblicità ulteriore che viene alla produzione prosecchista. Vallo a sapere chi ha ragione.

Che poi non sono mica così convinto che abbiano ragioni gli uni o gli altri. Perché il mondo è così ampio che credo che ci sia spazio per tutti, semplicemente questo. Parliamo di un vino che si fa in mezzo miliardo di bottiglie, non di una denominazione minimale.

Dunque, per commentare, mi affido a quel capolavoro che scrissero insieme Fabrizio De Andrè e Francesco De Gregori e che si trova sul “Volume 8” di De André e s’intitola “La cattiva strada”. E ha queste parole che seguono.

A chi diceva “è stato un male”
a chi diceva “è stato un bene”
raccomandò “non vi conviene
venir con me dovunque vada,
ma c’è amore un po’ per tutti
e tutti quanti hanno un amore
sulla cattiva strada”.

Ecco, a pensarci è proprio così, tutti quanti hanno un amore, e ce n’è per tutti, di amore. Probabilmente anche di Prosecco.


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