Sono finito sul nuovo libro di Andrea Scanzi

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Sono finito sul libro di Andrea Scanzi, quello nuovo, che c’è nelle librerie adesso, “Con i piedi ben piantati sulle nuvole”. Se lo leggete mi trovate a pagina 85. Ritengo immeritatamente, ma mi fa piacere.

Il capitolo è quello dei “vini del Drugo”.

Chi sia il Drugo, quello originale, lo sanno gli appassionati di cinema, perché è il protagonista del “Grande Lebowski”, il film dei fratelli Coen. Io non lo sapevo mica che fosse quella cosa lì, perché non sono così preso dal cinema, anche se non mi stanco di rivedere “Fratello, dove sei?”, che vedi caso è anche questo dei fratelli Coen, ma io il film l’ho scoperto per la colonna sonora.

Il fatto è che Andrea Scanzi appena ha visto Filippo Filippi, che fa gran vino a Castelcerino, sopra Soave, ha detto: “Questo è il Drugo”. Non che Filippo sia un fannullone che fuma erba e beve White Russian come il Drugo del film. Ma secondo lui, Filippo “fisicamente è pressoché identico al Drugo, che ricorda pure nel look e nella spiccata indolenza lunare”. Ecco, sull’indolenza lunare sono d’accordo. Il che è un pregio di Filippo. Così come il fatto che “non parla quasi mai e si appassiona in silenzio alla vita”. Effettivamente, tirargli fuori due parole è dura.

È qui che entro in gioco io. Perché Scanzi scrive così: “Spesso, con lui, c’è Angelo Peretti. È stato lui, direttore responsabile di Internet Gourmet, ad avergli detto una volta quanto diavolo fossero buoni i suoi vini. Altrimenti il Drugo non se ne accorgeva mica”.

Non mi ricordo che sia andata così. Però se l’ha detto Filippo a me va bene. In effetti qualcosa sui vini a Filippo gliel’ho detto un po’ di volte, di quanto fossero buoni e personali e territoriali. Gli ho anche ridisegnato le etichette, se è per quello. Il fatto è che i suoi bianchi mi piacciono. Mi piacciono un sacco, da bere, non da degustare. Li trovo vini fuori dal tempo, nel senso che non gliene importa niente di mode e mercati e tendenze e tutte quelle cose lì. Parlano di Castelcerino, che è il posto più alto del Soave, e parlano di Filippo. O del Drugo, non lo so.

A pensarci, è un po’ che non vado a trovarlo, Filippo. Colpa di Paola, che non mi cucina più il coniglio. Paola Giagulli ha lavorato con me un bel po’ di anni e cucina stramaledettamente bene ed è la compagna di Filippo. Tra le cose che cucina strepitosamente c’è il coniglio, e io adoro il coniglio, anche se cerco di stare un po’ a dieta. Non so se una scena del genere ci sia anche questa in un qualche film, intendo la faccenda del coniglio. Bisognerebbe domandare a Scanzi, se non è in giro per l’Italia a trovare altre storie da raccontare. Intanto lo ringrazio per questa.


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