Finalmente c’è il nuovo il Comitato nazionale vini

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Oh, finalmente! Finalmente abbiamo il Comitato nazionale vini, che è l’organismo del Ministero delle politiche agricole “che ha la competenza consultiva e propositiva in materia di tutela e valorizzazione qualitativa e commerciale dei vini dop e igp”.

Di fatto, è il Comitato nazionale vini che decide in merito alle richieste di variazione dei disciplinari di produzione o di loro riconoscimento ex novo. Solo che il Comitato ormai era decaduto da lunghissimo tempo e il precedente ministro (era Martina) non lo aveva nominato, col risultato di decine di disciplinari sospesi nel limbo (con evidente danno del mondo vitivinicolo).

La faccenda sembrava ingarbugliatissima, ma il nuovo ministro delle politiche agricole, Gian Marco Centinaio, aveva promesso che l’avrebbe districata. Ebbene, l’ha fatto. Bene, molto bene.

Centinaio ha dunque firmato il decreto di nomina del Comitato nazionale vini per il prossimo triennio.

Il presidente è Michele Zanardo.

Michele Alessi, Marco La Rocca e Luca Lauro sono stati nominati in rappresentanza del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo; Antonella Bosso, Luigi Moio e Attilio Scienza come esperti nelle materie tecniche, scientifiche e legislative attinenti al settore della viticoltura ed enologia; Rosa Fiore in rappresentanza ed in qualità di coordinatore delle regioni e delle province autonome; Rosanna Zari come esperta nel settore vitivinicolo di qualità in rappresentanza dell’Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali; Giuseppe Salvini per le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura; Emilio Renato Defilippi in rappresentanza dell’Associazione enologi enotecnici italiani; Alberto Mazzoni in rappresentanza dei consorzi volontari di tutela; Francesco Ferreri, Palma Esposito e Domenico Mastrogiovanni in rappresentanza delle organizzazioni agricole; Valentina Sourin e Gabriele Castelli in rappresentanza delle organizzazioni di rappresentanza e tutela delle cantine sociali e cooperative agricole; Ottavio Cagiano de Azevedo e Paolo Castelletti in rappresentanza delle organizzazioni degli industriali vinicoli.

Ora il nuovo Comitato nazionale vini dovrà mettersi al lavoro sulla montagna di disciplinari in giacenza. Purtroppo il termine del 31 luglio per la pubblicazione dei disciplinari in Gazzetta Ufficiale è scaduto e dunque in linea teorica per la vendemmia 2018 non se ne fa nulla, perché quello è il limite della normativa. Intendo limite nel suo doppio significato: è una data limite, ma è anche qualcosa di estremamente limitante. A meno di un altro colpo d’ali del ministro e del nuovo presidente. Non so come possano fare, ma il mondo del vino italiano ne avrebbe davvero bisogno. Perché c’è da colmare un vuoto enorme dovuto alla lunga assenza del Comitato. E là fuori intanto i mercati corrono veloci.


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