Fara, e per me è una bellissima sorpresa

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Mi fa sempre piacere che un produttore rivendica con fierezza la denominazione di origine dei propri vini anche e soprattutto nel caso che si tratti di denominazioni che non sono sotto la luce dei riflettori. Così, una bottiglia come quella del Fara dei Vigneti Valle Roncati la suggerirei anche solo per il fatto che il nome Fara – denominazione di origine molto piccola, che interessa solo il territorio comunale di Briona e Fara Novarese, in provincia di Novara – è scritto grande, molto grande, in testa all’etichetta. Tuttavia, suggerirne l’acquisto solo per questo fattore espositivo sarebbe fare torto al vino in questione, che è fatto col settanta per cento di nebbiolo, il venti di vespolina e il dieci di uva rara, da quel che leggo sul sito aziendale. Ma il vino ha indubbiamente indole nebbiolista già nel colore, un granato brillante, il vino ha un’indomita e avvincente presenza di liquirizia sia all’olfatto che, soprattutto, al palato. Ha poi la carruba e il nocino e l’odore della ruggine bagnata dalla pioggia e una traccia ematica da vino d’antan e un tannino però perfettamente saldo e cesellato e un che di salino che raffresca e allunga un sorso austero e asciuttissimo.

Fara Riserva Ciada 2013 Vigneti Valle Roncati
(93/100)

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