Enotria, dove si sperimentano nuove vie per la Calabria

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Colpa mia. Questo pezzo avrei dovuto scriverlo in agosto, quando picchiava la calura e si cercavano vini – come dire – “rinfrescanti”. Insomma, vini “seri” ma insieme quasi disimpegnati da bere e dunque piacevolissimi – che so – in riva al mare, per una serata rilassata e rilassante, per una cena leggera o per l’aperitivo di chi tira tardi prima di mettersi a tavola.

Colpa mia. Perché i vini della linea dei “territoriali” di Cantina Enotria sarebbero stati esattamente “quei” vini, e dunque prendete questo pezzo come un preavviso per la primavera e l’estate che verranno.

Cantina Enotria è in Calabria, a Cirò Marina, e la linea dei “territoriali” cui ho accennato rappresenta una sorta di punta avanzata non già della tradizione, come verrebbe da pensare vista l’intitolazione, bensì della sperimentazione vinicola che si fa da quelle parti.

I vini sono tre, un bianco, un rosa e un rosso, tutti sotto l’igt Calabria, e in questo caso benedico l’esistenza dell’igt, ché questo è davvero il giusto contenitore di chi voglia provare strade nuove, e qui c’è grande precisione di dettaglio, cesellatura dei particolari.

Qui sotto dico qualcosa di ciascuno dei tre.

Calabria Bianco 91 2018 Cantina Enotria. Greco bianco più pecorello più ansonica. Floreale, freschissimo (l’acidità è quasi alpestre), vagamente aromatico, che non disturba affatto. Si fa bere con assoluta nonchalance. (88/100)

Calabria Rosato Punta dei 20 2018 Cantina Enotria. È gaglioppo, e si vede già dal colore tipicissimamente aranciato, ma non è Cirò. Tonalità leggere, fruttino succosissimo. Svuoti il calice in un baleno e te ne versi un altro. (88/100)

Calabria Rosso 106 2017 Cantina Enotria. Al gaglioppo si unisce un taglio di cabernet sauvignon, e per chi ama la levigata presenza dell’uva bordolese è una bottiglia di bella esecuzione. Io preferisco però gli autoctoni. (82/100)

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