E lo Spritz divenne planetario

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Prosecco, Aperol, seltz, ghiaccio, fettina di arancia: eccola qui la formula magica dello Spritz, il cocktail d’origine veneta che sta spopolando nel mondo. Già, il suo è un successo che pare inarrestabile, e che ovviamente trascina le vendite del Prosecco (e dell’Aperol). La recente classifica dei cinquanta migliori cocktail del mondo diffusa da Drinks International (è compilata secondo le indicazioni dei cento migliori bartender selezionati dalla rivista americana) vede lo Spritz al diciannovesimo posto. Qualche anno fa neppure sarebbe stato citato.
Ormai lo Spritz si beve dovunque, eppure la sua scalata lascia ancora stupiti perfino gli addetti ai lavori. “Essendo un aperitivo italiano – si chiede la stessa Drinks International -, è adatto quando c’è caldo, cosicché è illogica la sua recente popolarità nei bar più cupi e meditativi. Probabilmente si tratta di un fenomeno che viene spinto dal consumatore, non dal commercio”.
Chiarisce poi la rivista che, qualunque sia l’origine del suo successo, lo Spritz “ha le proprie radici nel nord Italia, e quindi per garantirne l’autenticità il vino dovrebbe essere proveniente dal Veneto, preferibilmente Prosecco”.
E poi c’è ancora chi si domanda il perché del successo planetario del Prosecco (e dell’Aperol).
A proposito, carino il video su come fare lo Spritz che si vede sul sito dell’Aperol.


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