Dunque venne il gelo

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Dunque venne il gelo e ancora si teme ne verrà. La desolazione delle vigne l’abbiamo vista sulle bacheche dei social in quest’aprile che è tornato inverno, nell’Italia del nord, nella Francia. La vendemmia è in parte compromessa. Così è il mestiere di chi coltiva la vigna, esposto al capriccio del clima, che può essere docile sostegno, che può essere iroso avversario.

Non ditemi che avete passione per il vino se non vi palpita il cuore quando il meteo annuncia la gelata o l’uragano. Se non condividete con il vignaiolo l’attesa che lascia il fiato sospeso.

Ci sono anche certi giorni d’agosto che l’aria si fa immobile e solo la cicala continua nel suo frinire ed anzi sembra accelerarne i ritmi e l’intensità, come impazzita. È allora che vedo formarsi all’orizzonte una lanugine che pare bambagia sul presepio, o uno sbuffo di fumo. So che è invece un annuncio di grandine. Mi domando quale sarà la vigna che ne verrà ferita, quale il vignaiolo che percorrerà le proprie terre offese, e sento un’angoscia profonda che mi assale. Ecco, anche questo è nel vino.

E il sollievo di quanto le nubi s’allontanano, e la vendemmia è salva.

Ma quell’anno venne la grandine, e fu di quelle grandinate che si ricordano. Dopo che fu passata andai a trovare Gianni e lo raggiunsi in campagna e su un tratto delle sue vigne era sceso l’inverno. Osservava il disastro. Tutto era andato perduto. M’avvicinai. Allargò le braccia e sussurrò: “Con una mano Dio dà, con l’altra toglie. Quest’anno ha tolto, il prossimo darà”. In casa bevemmo un bicchiere del suo vino.

Oh, il divino: “Ad te suspiramus, gementes et flentes in hac lacrimarum valle”. Però quando incontro una bottiglia gioiosa, che sembra cantare le lodi della terra e dell’uomo, per il tempo di un bicchiere questa non è la valle del pianto, e non è piccola cosa per un sorso di vino.

Levo il calice alla fatica del vignaiolo.

La foto del tralcio “bruciato” dal gelo me l’ha gentilmente concessa Gianluca Morino, vignaiolo del Nizza. Voglio sperare che il raggio di sole che entra nell’obiettivo sia simbolo di rinascita.


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1 comment

  1. Giada Rispondi

    Grazie