Doversi giustificare per il tappo a vite?

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Chi mi legge lo sa che mi piace che il vino sia chiuso con la capsula a vite. Peccato che in Italia siano ancora relativamente pochi i produttori di vino che la adoperano (e ancora meno in Francia, direi).

C’è tuttavia una cosa che un po’ mi turba, fra coloro che il tappo a vite lo usano, ed è il loro doversi produrre in giustificazioni quando, agli stand d’una qualunque fiera, l’interlocutore li interroga sul perché di quella chiusura.

Mi piacerebbe che invitassero invece risolutamente chi gli sta davanti – guardandolo fisso negli occhi – a concentrarsi sul contenuto, sul vino. Se non è il vino ad essere protagonista, è tutto inutile.

Capisco che sia difficile, ma occorre almeno provarci, ritengo. Alcuni lo fanno e non mi pare che abbiano perso chissà quali mercati.

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2 comments

  1. Massimo concari Rispondi

    Il vino deve essere protagonista sicuramente…..ma i vini di pregio non credo possano essere conservati con un tappo a vite per svariati anni.

    1. Angelo Peretti

      Angelo Peretti Rispondi

      In cantina ho vini di pregio (sottolineo, di pregio) chiusi con il tappo a vite a partire dall’annata 2005 e sono semplicemente perfetti. Ovviamente non sono italiani. È peraltro conclamato che il sughero, del resto, non garantisce tenute lunghissime, tant’è che ci sono grandi nomi del vino che periodicamente garantiscono ai collezionisti la ritappatura con relativa ricolmatura, magari con tanto di notaio che verbalizza.