Domaine du Pélican, anima borgognona nel Jura

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Ho sempre pensato che il Jura vinicolo abbia una doppia anima, ossia l’una – come dire – jurassien, un po’ selvaggia a tratti, legata alle uve autoctone, le rosse trousseau e poulsard e la bianca savagnin, e l’altra più borgognona, e dunque più tendenzialmente austera, correlata allo chardonnay e al pinot noir. Le due anime si rappresentano in stili di vinificazione diversi, con la tradizione del far vino a tendenza acido-ossidativa quando si abbiano a trasformare le varietà indigene, e invece totalmente prossima ai canoni delle vicina Borgogna quando si tratti di trarre vini dalle uve che dalla parallela Borgogna hanno origine.

Ovvio che sto semplificando, ché la realtà è più sfaccettata, ma è per rendere l’idea. Idea che si rafforza quando a far vino in Jura con le varietà borgognone sia qualche produttore che proviene proprio di Borgogna, com’è il caso di Guillaume d’Angerville, l’erede della cantina di famiglia a Volnay, ma anche, da non molto, produttore nel Jura sotto l’insegna del Domaine du Pélican.

Ho bevuto di recente il suo Chardonnay che va sotto l’appellation di Arbois e, be’, ha stile e ritmo e incedere che mirano all’eleganza borgognona, pur mantenendo uno scatto nervoso che evoca il Jura. Un bel vino, devo dire.

Arbois Chardonnay 2015 Domaine du Pélican
(88/100)

 

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